Cremonese

Alla Cremonese è bastato un tempo contro il Cosenza

(foto Sessa)

E’ bastato un tempo alla Cremonese per avere la meglio sul Cosenza allo Zini e, complici la sconfitta del Lecce con la Reggina e il pareggio tra Monza e Brescia, tornare in vetta alla classifica. La squadra di Pecchia ha mostrato maturità nel non farsi trascinare in una spirale pericolosa dopo il vantaggio lampo del Cosenza, maturato oltretutto a seguito di un tocco di mano di Larrivey apparso decisivo.

L’andamento del possesso palla della Cremonese contro il Cosenza (grafica Wyscout S.p.A.)

Di fatto, i grigiorossi hanno avuto la pazienza necessaria per costruirsi le occasioni necessarie per andare in rete nel corso del primo tempo, grazie al dominio del possesso palla (61,66% nel corso della prima frazione) e ad un’intensità nel pressing abbastanza elevata (ma non esasperata) e in linea con la media stagionale.

L’andamento dell’indice PPDA** della Cremonese contro il Cosenza (grafica Wyscout S.p.A.)

Le occasioni del Cosenza sono per la maggior parte concentrate nei primi due minuti di gioco. L’azione che porta al vantaggio calabrese ha generato 1.75 expected Goal (xG*) in tre tentativi (Camporese e doppio Larrivey) su un totale di 2.42: questo significa che nei restati 92’ di gara, il Cosenza ha prodotto appena 0.64 xG*

La Cremonese dal canto proprio ha prodotto offensivamente xG* in linea con la media stagionale di 1.52 (1.51 contro il Cosenza, ma senza contare l’autorete di Vaisanen, nda) distribuendo i tentativi lungo tutto il match e trovando la rete – di fatto – alla prima conclusione.

Se in occasione del pareggio di Gaetano è apprezzabile lo smarcamento a rimorchio del numero 70 girigiorosso e il raddoppio è frutto dello slalom artistico del centrocampista napoletano, l’azione che ha propiziato il 3-1 dice molto della qualità non solo tecnica, ma anche tattica della squadra di Pecchia.

Il gol dell’1-1 di Gaetano

Con la palla all’altezza del centrocampo in zona mancina, Zanimacchia, ala destra nel 4-3-3 proposta da Pecchia, taglia dal mezzo spazio di destra e va a farsi marcare dal centrale di sinistra del Cosenza (Vaisanen) andando ad ingaggiare un uno contro uno in velocità. Il 98 girigiorosso viene pescato da un lancio millimetrico di Fagioli – eccezionale nel vedere il taglio e servirlo – costringendo Vaisanen a un intervento disperato per anticiparlo, anche complice l’incertezza del portiere Matosevic nell’uscita. La Cremonese è riuscita dunque a manipolare la struttura della difesa avversaria con i tre centrali troppo stretti e la mancata copertura sul lato debole di Liotti, esterno sinistro di centrocampo.

Il gol del 3-1

Nella ripresa, iniziata già sul 3-1, i grigiorossi non hanno rinunciato ad attaccare (producendo 6 dei 13 tiri totali verso Matosevic), ma giocando in modo più reattivo, lasciando agli avversari un controllo del pallone leggermente superiore (53,33% per i rossoblù nel secondo tempo), ma senza concedere grosse occasioni (la più pericolosa quella di Larrivey all’84’) e senza rinunciare né a giocare né ad offendere, pur in un contesto di gestione di gara ed energie psico-fisiche.

Mauro Taino

*Expected Goal (xG): una misura della probabilità che ha un determinato tiro di essere trasformato in gol.

**PPDA: passaggi concessi per azione difensiva che includono le azioni all’interno degli ultimi 60 metri di campo della squadra che attacca. Più è basso, più l’intensità del pressing è elevata.

Dati Wyscout S.p.A. (wyscout.com)

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