Cremonese
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Come è cambiato
il gioco della Cremonese

Pur rimanendo fedele allla gran parte dei propri principi di gioco, come riconosciuto anche dal ds Simone Giacchetta, Massimilano Alvini ha saputo proporre accorgimenti e soluzioni nuove per la Cremonese per cercare di invertire la rotta e risalire in classifica. Al di là dei moduli – il 3-4-1-2 è stato quello più utilizzato, con un passaggio al 4-2-3-1 per approdare al 3-5-2 delle ultime uscite – Alvini ha cercato di modulare le proprie richieste per adattarsi alle difficoltà incontrate dalla Cremonese in avvio di stagione. A rimanere costante, in ogni caso, è stato il possesso palla che, al netto delle oscillazioni contingenti, ha mostrato una tendenza sostanzialmente lineare.

A livello difensivo, il tecnico di Fucecchio è passato da un sistema difensivo a uomo a tutto campo (visto fino alla partita contro la Lazio inclusa), ad uno maggiormente prudente con l’introduzione di un uomo libero da compiti di marcatura contro il Lecce. Dal match successivo (contro il Napoli), la Cremonese ha abbassato anche la linea di pressing e in alcune sfide sono stati addirittura due i giocatori con compiti di copertura e schermatura (e senza “riferimento” nella marcatura individuale).

Contro il Milan si è visto un sistema ibridato con principi della difesa a zona, per poi tornare al precedente modello contro l’Empoli. Anche l’intensità nel pressing (misurata con l’indice PPDA**, nda) è andata diminuendo nel corso di queste 15 giornate in accordo con l’atteggiamento più cauto dei grigiorossi.

Questo atteggiamento ha fatto sì che la Cremonese sia riuscita a migliorare le proprie performance difensive, come mostrato dall’evoluzione del numero di tiri subiti e di quelli subiti nello specchio della porta che mostrano un calo importante nelle linee di tendenza lineari (in azzurro e giallo nel grafico, nda).

Miglioramenti che si notano anche nel confronto con Hellas Verona, Sampdoria, Spezia e Lecce, ultime 5 squadre della classifica insieme ai grigiorossi e rivali della squadra di Alvini nella corsa salvezza. Tra queste formazioni, la Cremonese è la terza squadra a lasciare più tiri (la quarta a livello complessivo: l’Empoli ne ha subiti 227), ma la seconda come percentuale di conclusioni subite nello specchio.

Proprio questo aspetto è quello su cui occorrerà porre maggiore attenzione: pur essendo la terza peggior difesa del campionato (a pari dello Spezia), i grigiorossi sono la formazione a concedere più expected Goal (xG)* di tutta la Serie A, con un delta tutto sommato positivo (da 32,56 xG* lasciati ha subito 26 reti) anche grazie alle performance tra i pali dei portieri e con un andamento che mostra miglioramenti.

A livello offensivo, invece, la Cremonese è riuscita a migliorare la propria produzione offensiva in termini qualitativi, con i grigiorossi che ora producono – a livello di tendenza (linee gialle e azzurre, nda) – più expected Goal* di quanti ne concedano, tanto da risultare l’ottava squadra ad averne generati di più in tutto il campionato.

La Cremonese non ha però sostanzialmente cambiato modo di attaccare nel corso di questa stagione. Al netto degli adattamenti utilizzati di partita in partita, la Cremonese è rimasta una squadra particolarmente diretta che ha nel cross la propria arma principale (terza in tutto il torneo per numero: solo Fiorentina e Inter ne hanno effettuati di più). Tuttavia, il numero di tiri e di conclusioni nello specchio, è rimasto sostanzialmente stabile – ad un livello alto – nel corso di queste 15 giornate. A livello complessivo, infatti, quella di Alvini è la sesta formazione a tirare di più in Serie A.

Anche limitando lo sguardo alle ultime 5 della classifica, la Cremonese è quella che tira di più per distacco, ma è anche quella con la percentuale di conclusioni nello specchio più bassa: il 25%, cioè un tiro su quattro. I grigiorossi sono anche la squadra ad avere la differenza maggiore tra expected Goal* generati e gol effettivamente realizzati: da 20.95 xg* sono nati solo 11 reti, un dato che fa sì che la Cremonese sia il penultimo attacco del campionato.

Per ottenere la salvezza, dunque, la Cremonese dovrà prima di tutto riuscire a concretizzare la buona quantità (per numero e qualità) di occasioni che crea, sempre che si riesca a mantenere il trend di miglioramento mostrato in fase difensiva. Un equilibrio certamente complicato da trovare, ma che potrebbe essere facilitato dall’inserimento di qualche elemento di qualità nell’ultimo terzo di campo nel mercato invernale, considerato che spesso errori tecnici o di scelta individuale in fase di conclusione o rifinitura hanno fatto sì che i grigiorossi segnassero meno di quanto ci si sarebbe aspettati alla luce di quanto creato.

Mauro Taino

*Expected Goal (xG): una misura della probabilità che ha un determinato tiro di essere trasformato in gol.

**PPDA: passaggi concessi per azione difensiva che includono le azioni all’interno degli ultimi 60 metri di campo della squadra che attacca. Più è basso, più l’intensità del pressing è elevata.

Dati Wyscout S.p.A. (wyscout.com)

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