Cremonese
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A Fucecchio sulle tracce
di Alvini: dove tutto è iniziato

A Fucecchio, paese di quasi 24mila anime in provincia di Firenze ma con lo sguardo rivolto al mar Tirreno, crocevia tra tre province di Pisa, Pistoia e Lucca e centro del comprensorio del cuoio, tutti conoscono Massimiliano Alvini, il nuovo allenatore della Cremonese.

Il sindaco, Alessio Spinelli, parla fiero del fucecchiese illustre Giuseppe Montanelli, professore di diritto commerciale che ha combattuto coi suoi studenti a Curtatone e che “con Mazzini ha fatto l’Italia”, spiega il primo cittadino. Soprattutto, però, il sindaco è stato compagno di banco di Alvini all’istituto tecnico per geometri e, assicura: “E’ più bravo a disegnare gli schemi che al disegno tecnico”. La Cremonese ringrazia.

A Montanelli è dedicata anche la piazza principale del paese: il giornalista Indro lo aveva indicato come prozio, ma pare non sia così, ma anche lui è parte della storia del centro toscano, tanto che nella contrada di Sant’Andrea c’è la Fondazione Montanelli-Bassi. In ogni caso, questo è il centro emotivo e sportivo del paese e, a fine maggio, ci si svolge anche il palio, di cui Alvini (contrada della Ferruzza) è assiduo frequentatore. I capitelli, che si alternano alle panchine ad abbracciare la piazza, sono il punto di ritrovo dei “capitellisti” che discettano di calcio e di sport approvandone o stroncandone i protagonisti.

Alvini, naturalmente, ha ricevuto l’approvazione di Fucecchio e dei suoi capitellisti. Tutti lo conoscono. Simone, che gestisce una tabaccheria in piazza Montanelli, assicura che a Cremona ci si divertirà e sottolinea la grande passione che è in grado di trasmettere. Ricorda anche la prima panchina di Alvini, campionato Amatori, sfida salvezza: vittoria 1-0 con gol dello stesso Simone, amico sin dall’infanzia: “Ci siamo divertiti tantissimo, fuori dal campo è una bomba”. “In più – aggiunge ridendo – gli ho salvato anche la prima panchina”.

Per gli amici del bar, mister Alvini è semplicemente Massi, “dottor Jekyll e mister Hyde”. Si definiscono i “senza squadra” perché accanto a quella del cuore c’è quella allenata in quel momento da Alvini perché “a Fucecchio gli si vuole tutti bene”. Gli aneddoti si sprecano dai tempi in cui giocava (“Ci dispiacque quando dovette lasciare il Fucecchio e andò al Signa”) ai primi passi da allenatore, fino alle trasferte a Bergamo, Reggio Emilia e Perugia. Prossima tappa Cremona, “ma non ci siamo ancora informati”.

Allo stadio “Filippo Corsini” c’è invece il ritrovo degli esperti di calcio fucecchiesi, snodo nevralgico del calcio toscano e non solo, a partire dai fratelli Renzo e Franco Melani (rispettivamente ds e allenatore) dove non manca di passare Alvini quando è in paese. Presenti anche dirigenti e allenatori storici della squadra locale e gli aneddoti si sprecano: dal gol da centrocampo in Signa-Porcari dello stesso Alvini, alla maglia della squadra amatori del Bar Giuliano con i colori grigiorossi. “Erano nel destino”, dicono gli amici ansiosi di vedere la sua Cremonese, ma sicuri: “Vedrete, farà bene”.

Mauro Taino

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