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Desalu, Contini: "Rapporti nulli ma
contento: staffetta nel suo destino"

Non si sentono ormai da tre anni, da quella rottura che fece parlare Casalmaggiore e il mondo dell’atletica leggera. Ma Giangiacomo Contini esulta per l’impresa di Fausto Desalu e di tutta la staffetta, perché continua a definire il classe 1994, nonostante non dimentichi screzi e “offese pesanti”, come “un figlio sportivo”.

E, in fin dei conti, il successo di Fausto proprio in quella specialità, la staffetta 4×100, che Contini ha sempre caldeggiato per lui e per l’Italia, è una piccola rivincita per l’allenatore dell’Interflumina, un totem per la società di Casalmaggiore. “Perché io nella staffetta ho sempre creduto, anche quando nessuno puntava su questa specialità. Lo dissi a Formia nel 2015 e poi a Tenerife nel 2018. Jacobs, che stava recuperando da un infortunio e che sino a quel momento era specializzato nel salto in lungo, non era convinto. Il punto è che nell’atletica italiana la staffetta è sempre stata vista come un ripiego. Invece avete visto cosa può portare?”.

Sulla prova di Fausto poco da dire, solo applausi. “Hanno corso tutti al meglio: quando fai 37.50 vuol dire che tutti hanno dato il massimo. Tortu è stato forse più protagonista di altri, ma la cerniera Jacobs-Desalu è stata decisiva per tenere il passo dei britannici. Diciamo che saremmo stati comunque secondi, poi Tortu ha messo la ciliegina. Quella cerniera, seconda e terza frazione, era già ottima e avevo ipotizzato un’ottima combinazione sin dal 2018: perché Marcell e Fausto sono due atleti che sul lanciato fanno spavento. Lo dico da allenatore, da tecnico e non da tifoso”.

“Tutti vedono la rimonta finale di Tortu – ed è corretto evidenziarla anche perché Filippo aveva perso molto credito nel mondo dello sport e dei media che guardano solo a chi vince – ma la curva di Desalu è stata ottima e sui cambi abbiamo lavorato davvero bene nella gara, pur essendoci allenati probabilmente poco su questo fondamentale, tenendo conto anche del Covid. Ecco, proprio su questo passaggio avevo insistito tanto, da tanto tempo. Però gli atleti hanno sempre pensato prima alla gara individuale, la staffetta era un di più. Sono felice che, nonostante questo modo di pensare, sia giunto questo risultato”.

“Desalu non è più mio allievo – conclude Contini – ma io ho curato la sua crescita e sono contento per lui. Non voglio rivendicare nulla, mi sia però concesso di ricordare che tanti atleti fatto il botto a 17-18 anni e poi mollano o spariscono, mentre Fausto è riuscito ad andare sempre in crescendo fino a questo picco. Avere ancora a 24-25 anni, o 27 come Fausto, la voglia di lottare in pista è un gran bel segnale”.

Sulla possibile festa in piazza Contini si dice un po’ “preoccupato” per una sua partecipazione, dato che certamente l’invito arriverà dalle istituzioni. “I rapporti sono quelli che sono, lo dico con sincerità, e sarei un po’ in difficoltà. Vedremo: non posso negare che con Fausto non ci parliamo da tre anni”.

Giovanni Gardani

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