Il Pescara si affida alle proprie individualità, ma non è bastato
Né la cura Breda, che sembrava aver invertito la rotta, né quella Grassadonia hanno permesso al Pescara di risalire in classifica. Solo la matematica tiene infatti i biancazzurri ancora attaccati alla Serie B, ma il penultimo posto e i 32 punti in classifica lasciano aperte le chance di salvezza solo nel campo delle ipotesi. Non dissimili, le possibilità della Cremonese di centrare i playoff. Grigiorossi che oggi, venerdì 7 maggio (calcio di inizio alle 14.00 allo Zini), contro gli abruzzesi dovranno vincere per forza e sperare in risultati favorevoli sugli altri campi per poter ambire ad un posto tra le prime 8.
Di fronte avrà dunque il Pescara, una formazione che nelle ultime settimane ha adottato il 4-3-3 (con varianti di 4-5-1 e 4-1-4-1) come sistema di riferimento e che arriva da quattro risultati utili consecutivi (una vittoria e tre pareggi). I delfini sono il penultimo attacco del campionato e la seconda peggior difesa.
La formazione di Grassadonia tende a non volere il pallone, un trend iniziato già con Breda alla guida (dopo essere subentrato a Oddo), e sviluppa le proprie trame di gioco cercando di passare per le corsie esterne anche se è solo 16esima per numero di cross tentati. Il Pescara arriva poco in area (17esimo per tocchi negli ultimi 16 metri), tira poco (17esimo) e genera pochi expected Goal (xG*, 17esimo).
I biancazzurri non disdegnano il ricorso ai lanci lunghi (noni), mentre utilizzano raramente passaggi filtranti (penultimi) e per creare situazioni pericolose si affidano soprattutto alle iniziative individuali: sono la terza squadra, infatti, a tentare più uno contro uno e dribbling. In fase difensiva, infine, gli abruzzesi sono la seconda squadra ad esercitare minor pressing del torneo, ma sono noni come numero di tiri subiti e settimi per xG* concessi.
Mauro Taino
*Expected Goal (xG): una misura della probabilità che ha un determinato tiro di essere trasformato in gol.
Dati Wyscout S.p.A. (wyscout.com)