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La Cremonese ha
sorpreso il Brescia
in contropiede

La Cremonese è tornata al successo contro il Brescia e ancora una volta è stato Fabio Pecchia il vero protagonista del successo grigiorosso.

Pur rimanendo saldamente all’interno dei perimetri della volontà di mantenere il possesso palla (50,65%) e di pressare con intensità (7,9 di indice PPDA*), l’allenatore girigiorosso ha cercato di ovviare alle difficoltà riscontrate contro il Lecce. Il Brescia, per certi versi, è infatti assimilabile ai salentini, a partire da un sistema di gioco (4-3-1-2) che aveva creato non poche difficoltà nel pressing alto e che aveva conseguentemente avuto ripercussioni nella fase difensiva della Cremo.

Nel derby, il pressing è stato leggermente più conservativo e soprattutto non ha coinvolto in maniera così impegnativa i due centrali di centrocampo girigiorossi come contro i salentini (qui l’articolo completo), permettendo un’ulteriore copertura ad una difesa in emergenza numerica e con Fiordaliso al rientro dopo il lungo stop.

Nell’uscita da dietro, invece, Pecchia ha rinunciato ad abbassare Castagnetti in mezzo ai due centrali perché la superiorità numerica era già presente, considerando che il Brescia ha scelto di attaccare la palla con una sola punta, abbassando il trequartista e l’altra punta a protezione dei due mediani girigiorossi, creando così già un 2 contro 1 nella zona centrale senza che ci fosse bisogno di aggiungere Castagnetti nella prima linea di costruzione.

Questa scelta delle Rondinelle si può spiegare anche con la volontà di tenere 7 giocatori di movimento in un unico blocco difensivo (con l’eccezione, come detto, della mezzala autorizzata ad uscire sul terzino avversario) con l’intenzione di non farsi sorprendere (come accaduto in avvio con Gaetano) con i cambi campo verso il lato debole (quello cioè lontano da dove si trova la palla, nda).

In fase di costruzione si è quindi rivisto il 2-4-3-1 già presentato contro il Pescara (qui l’articolo completo) e poi un po’ “ibridiato” nelle uscite successive con uno Zortea più conservativo e maggiormente vicino ai due centrali. Lo sviluppo di risalita della palla, però, è stato differente rispetto alla prima partita con Pecchia in panchina.

La Cremonese ha infatti scelto di non utilizzare una circolazione insistita tra i due centrali, come già accaduto con il Cittadella. Anziché affidarsi al lancio lungo come nel match del Tombolato (qui l’articolo completo), Pecchia ha quindi deciso di utilizzare le catene laterali e, soprattutto, di affidarsi ai contropiede: le 8 ripartenze viste contro il Brescia rappresentano non solo il dato stagionale più alto, ma la vera novità mostrata nell’ultima gara e, più in generale, della gestione Pecchia.

Un Pecchia che ha dunque dimostrato una volta di più la capacità di trovare nuovi strumenti per risolvere le problematiche della singola partita, senza però snaturare i concetti di fondo della sua Cremonese.

Mauro Taino

*PPDA: passaggi concessi per azione difensiva che includono le azioni all’interno degli ultimi 60 metri di campo della squadra che attacca. Più è basso, più l’intensità del pressing è elevata.

Dati Wyscout S.p.A. (wyscout.com)

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