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Contro il Lecce la Cremo non è
riuscita a pressare con continuità
e ha perso il controllo della gara

(foto Sessa)

Contro il Lecce per la Cremonese è maturata la seconda sconfitta consecutiva, ma rispetto alla partita contro il Venezia la squadra di Fabio Pecchia ha palesato alcune difficoltà sia nella gestione della palla che nell’esecuzione del pressing.

Il piano gara dei grigiorossi prevedeva un forte pressing orientato sull’uomo nel tentativo di canalizzare il pressing su un solo lato del campo con marcature preventive sul rombo di centrocampo salentino che garantiva agli uomini di Eugenio Corini una superiorità posizionale in mezza al campo (4 contro 3).

Sulla palla giocata sul centrale di lato, Ciofani andava a caccia della palla, l’esterno alto scalava in avanti sul terzino, mentre il mediano di parte avanzava sulla mezzala avversaria. Il trequartista rimaneva a coprire il regista avversario, mentre l’ala sul lato debole stringeva sulla mezzala opposta rispetto alla posizione della palla, con il trequartista preso in consegna dall’altro centrocampiosta centrale grigiorosso.

Il gol del vantaggio di Gaetano è arrivato dall’applicazione perfetta di questo piano gara: Castagnetti ha rubato palla alla mezzala di lato per poi innescare Baez che ha cercato immediatamente Ciofani che a sua volta ha premiato l’inserimento del trequartista napoletano.

Il Lecce, sorpreso inizialmente dalla strategia grigiorossa, è però riuscito ad eludere presto il pressing avversario, alzando le proprie percentuali di possesso palla prendendo presto il controllo della palla (picco del 57% tra il 31’ e il 45’, nda) e mettendo così in difficoltà una Cremonese che, a causa delle scalate in avanti non sempre puntuali, non è riuscita più a pressare efficacemente nel corso del primo tempo.

Grafica Wyscout S.p.A.

Nella ripresa, una volta ottenuto il vantaggio, i giallorossi hanno deciso prima di addormentare la partita controllando la palla e poi, nell’ultimo quarto d’ora, di lasciare l’iniziativa agli avversari, abbassando il proprio baricentro. La Cremonese ha così potuto riavere il controllo della palla, ma l’atteggiamento salentino ha costretto la Cremonese ha giocare nella metà campo avversaria senza però che ci fossero tempi e spazi per attaccare in velocità una retroguardia che ha deciso di difendere in modo posizionale. Di fatto, nella ripresa, gli unici tiri in porta effettuati dai girigiorossi sono stati quelli di Celar nel finale.

Grafica Wyscout S.p.A.

La mancanza di continuità nel pressing, come indicato da un indice PPDA* che ha toccato vette mai viste prima con Pecchia alla guida (25 tra il 16’ e il 30’, appena prima che il Lecce iniziasse a dominare il possesso palla), ha determinato le difficoltà della Cremonese a definire il contesto in cui si è svolta la gara, perdendone il controllo e subendo l’iniziativa giallorossa, anche quando la formazione di Corini ha scelto di togliere spazio alle proprie spalle, di fatto, abbassando i ritmi di una gara.

In questo caso, l’unica possibilità per i girigiorossi sarebbe stata quella di affidarsi alle qualità individuali dei propri interpreti, ma sia i giocatori dell’undici iniziale sia chi è subentrato non sono riusciti a sfruttare la superiorità qualitativa, anche a causa della densità leccese sempre maggiore col passare dei minuti.

Mauro Taino

*PPDA: passaggi concessi per azione difensiva che includono le azioni all’interno degli ultimi 60 metri di campo della squadra che attacca. Più è basso, più l’intensità del pressing è elevata.

Dati Wyscout S.p.A. (wyscout.com)

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