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Varese, da sorpresa a
fanalino. Per la Vanoli
in palio più di 2 punti

Un'immagine della partita di andata (foto Sessa)

Da potenziale sorpresa a fanalino di coda del campionato. Strano e beffardo il destino dell’Openjobmetis Varese, prossima avversaria di una Vanoli Cremona che vuole fermamente rilanciarsi dopo il ciclo terribile che ha portato 4 sconfitte consecutive.

Il Covid-19 aveva già messo in chiaro che questa non sarebbe stata una stagione come le altre. A questo, aggiungete il terremoto settembrino di Masnago, quando la dirigenza optò per l’esonero dell’efficace ma come sempre ruvido Caja, decidendo di puntare su Massimo Bulleri.

E dire che il mercato estivo aveva, giustamente, fatto sognare la tifoseria: nientemeno che ‘El General’ Scola a rinforzare la squadra sotto le plance, con buona pace di una carta d’identità che indica ‘1980’ alla voce ‘anno di nascita’.

Se attualmente Varese occupa l’ultima posizione con la miseria di 3 vittorie in 14 partite, poco si può recriminare all’ex Olimpia: quasi 21 di media a partita, con 7 rimbalzi, il 55% da 2 e il 44% da 3. Poi certo, nella metàcampo difensiva non sempre è sul pezzo, ma ad avercene di vecchietti che spiegano basket così.

A preoccupare il GM Conti e la dirigenza varesina non è certo l’argentino, bensì un supporting cast che troppo spesso ha marcato visita. L’imputato numero uno sembra essere Toney Douglas, troppo discontinuo per essere davvero la solida spalla del General.

A questo aggiungete un De Vico partito in quarta ma poi costretto a fermarsi per un problema al gomito, un Ruzzier chiamato alla stagione della consacrazione ed invece un po’ invischiato nei limiti tecnici della squadra e un Anthony Morse che, alla prova della Serie A dopo aver incantato in A2, ha per il momento decisamente deluso.

Siccome quando piove tendenzialmente grandina, pure la pandemia ci ha messo lo zampino, falcidiando l’Openjobmetis e costringendola a saltare tre partite consecutive, oltre ad un mese di allenamenti a ranghi ridotti.

Scola e poco altro verrebbe da dire, anche se Jakovics e soprattutto Strautins ci provano a tenere in piedi la baracca. Tra i tanti problemi, anche la consistenza sotto canestro, uno dei problemi più annosi per coach Bulleri: tutto da scoprire quindi il nuovo arrivo Egbunu, 2.11 nigeriano classe ’94 proveniente dalla G-League per dare centimetri ed intimidazione ad una Varese che, tolte le due promettenti vittorie iniziali, ha poi perso 11 partite su 12.

All’andata finì 80-67 per Cremona, in una partita che, ad essere onesti, mostrò tanti dei limiti varesini. Che sia una partita da vincere è chiaro a tutti, così com’è chiaro che, anche se ha sfiorato le Final Eight, questa Vanoli debba lottare per la salvezza.

In settimana Varese dovrebbe essere tornata ad allenarsi al completo per la prima volta dopo un mese, per poi affrontare Brindisi oggi, giovedì 4 febbraio, e Cremona domenica.

A Bulleri servono 4 punti in 4 giorni per non vedere tutto nero, alla Vanoli invece non dispiacerebbe aggiungere un mattoncino al percorso salvezza. Non chiamiamola ‘decisiva’, ma probabilmente una vittoria all’Enerxenia Arena varrebbe più di due punti.

Alberto Guarneri

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