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Vanoli, la continuità di
Venezia e il tabù
trasferta in Laguna

Un'immagine della partita d'andata

Difficile parlare di Cremona-Venezia come di una gara normale. Sarà perché spesso la Vanoli si è esaltata di fronte ai lagunari, sarà perchè quando Cremona ha respirato aria di playoff è sempre andata a sbattere contro la Reyer, ma quello di domenica 24 gennaio è un incrocio che ispira sempre un po’ di epicità.

Una solennità che non deve però distogliere dalla realtà: Cremona, com’è normale e lecito che sia, ha sempre fatto una faticaccia contro Venezia e non dimentichiamoci che, seppure la concorrenza si sia rinforzata non poco, stiamo pur sempre parlando dei campioni in carica. 

Otto giocatori, e che giocatori, a roster con almeno tre stagioni in maglia Reyer: è questo uno dei segreti di Pulcinella di una delle big acclarate di questo campionato che, tolta la stagione scorsa, in questo ciclo ha già raccolto due scudetti e una Fiba Europe Cup.

In una stagione strana per tutti, anche la Reyer ha vissuto alti e bassi, dai quali però sembra essersi affrancata: quel filotto di 4 sconfitte consecutive, anche se arrivate con la squadra sostanzialmente decimata, non ha scalfito la banda di De Raffaele, che ha risposto con una serie ancora in corso di 5 vittorie in 6 partite, compresa quella dell’ultima giornata a Brindisi che è sembrata quasi un monito al campionato intero.

Non ci sarà Fotu per un problema muscolare al gemello mediale, ma non per questo diminuisce la qualità di un roster costruito per competere su tre fronti, anche se ormai l’avventura in Eurocup è già terminata. Mitchell Watt e Austin Daye sono probabilmente i due immarcabili fiori all’occhiello di una squadra profonda e con talento in ogni posizione. Il senatore-cecchino Bramos, il talento sempre più in ascesa di Tonut, il mastino Stone: queste, oltre ad un reparto lunghi stellare, le certezze della Reyer, che in corsa ha aggiunto anche Campogrande e Wes Clark a mo’ di polizza assicurativa contro il Covid.

Anche i numeri parlano della trasferta lagunare come di un’impresa impossibile. Cremona in regular season non ha mai violato il campo della Reyer e in dodici stagioni nella massima serie, l’unica gioia è stata quell’indimenticabile Gara 3 vinta al supplementare in un Taliercio che più che un palazzetto sembrava una sauna, anche se poi Venezia vinse serie e tricolore.

I tempi in cui Cremona battagliava in post-season sembrano molto lontani, il calendario non dà tregua e le forze in campo offrono un pronostico pressochè scontato. Motivo in più per Cremona per gettare il cuore oltre l’ostacolo, conscia di aver poco da perdere al cospetto dei campioni d’Italia.

Alberto Guarneri

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