Cremonese

Cremonese, infermeria piena e attacco da ritrovare: Pisa è già un esame di maturità

I grigiorossi arrivano alla trasferta del 17 ottobre tra assenze pesanti e ricerca della concretezza. Quattro risultati utili consecutivi non cancellano la necessità di crescere

Jari Vandeputte nella sfida contro l'Arezzo
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La Cremonese si prepara alla trasferta di Pisa con due questioni da affrontare: un’infermeria affollata e una squadra che, nonostante i risultati, deve ancora trovare la propria identità. Il pareggio di Arezzo ha confermato la capacità dei grigiorossi di soffrire, soprattutto dopo l’espulsione di Pezzella, ma ha anche lasciato emergere limiti nella costruzione del gioco e nella capacità di concretizzare le occasioni.

Le notizie che arrivano dall’infermeria non aiutano mister Pecchia. Gli esami hanno evidenziato una lesione del bicipite femorale per Fabio Gerli e un’elongazione al flessore della coscia per Federico Bonazzoli, entrambi infortunatisi durante la rifinitura antecedente la sfida in Toscana. Il centrocampista rischia uno stop di almeno un mese, mentre l’attaccante sarà valutato giorno per giorno. Restano da monitorare anche Pontisso, Djuric e Rocchetti, mentre per Stuckler si lavora con l’obiettivo di recuperarlo in vista della prossima gara.

Anche a Pisa, dunque, le scelte potrebbero essere condizionate dalle assenze. Ma gli infortuni non possono diventare l’unica spiegazione delle difficoltà mostrate finora. Ad Arezzo, prima di restare in dieci, la Cremonese aveva faticato a trovare soluzioni contro una squadra compatta, creando troppo poco per sbloccare il risultato. La reazione nella ripresa ha dimostrato solidità e spirito di sacrificio, ma ha anche evidenziato quanto sia importante riuscire a indirizzare le partite quando le condizioni sono favorevoli.

Quattro risultati utili consecutivi e due gare senza subire gol rappresentano una base da cui ripartire. Ora, però, serve un passo avanti: la sfida alla Cetilar Arena sarà un banco di prova per misurare ambizioni e progressi della Cremo. Perché resistere è importante, ma per puntare in alto bisogna tornare anche a vincere. Contro il Pisa serviranno carattere, idee e maggiore incisività.

 

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