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Juvi, Cardani: “Siamo competitivi, ma ora dobbiamo iniziare a muovere la classifica”

Al termine della sfida con Livorno, il tecnico ha analizzato le difficoltà del primo tempo e la reazione della squadra: "Abbiamo perso due partite di un possesso contro dei top team". Su Justin Robinson: "Spero di averlo a Caserta, ma servirà tempo per inserirlo"

Coach Marco Cardani durante la partita con Livorno
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Tre sconfitte nelle prime tre giornate, le ultime due maturate per un solo possesso, ma anche la consapevolezza di avere costruito una squadra capace di competere contro avversarie di primo piano. Marco Cardani riparte da qui dopo il 73-75 incassato dalla Ferraroni Juvi Cremona contro la Libertas Livorno, senza nascondere il rammarico per un’altra occasione sfumata nel finale. Il tecnico oroamaranto riconosce innanzitutto i meriti degli avversari, ma individua nell’approccio difensivo della propria squadra una delle ragioni principali delle difficoltà incontrate nella prima metà della gara.

“Tra le tre partite che abbiamo giocato finora, quella di stasera è stata sicuramente la meno buona come approccio. Siamo stati poco consistenti difensivamente e questo ha permesso a Livorno di entrare in partita. Di conseguenza non siamo riusciti a correre il campo come avremmo voluto, per evitare di affrontare la loro fisicità a metà campo”.

La reazione è arrivata dopo l’intervallo, quando Cremona ha cambiato intensità e trovato le energie per recuperare lo svantaggio. “Nel secondo tempo i ragazzi sono stati molto bravi a seguire i nostri aggiustamenti di quintetti e di difese, ma soprattutto a reagire con una fisicità completamente diversa. Non abbiamo più subito tutti quegli uno contro uno che avevamo concesso nel primo tempo. Livorno ha segnato 27 punti nella seconda metà, dopo averne realizzati 25 soltanto nel primo quarto. Questa è stata la chiave della nostra rimonta”.

Il finale ha però premiato ancora una volta gli avversari. Cardani cita alcuni canestri di qualità dei toscani, ma anche le occasioni non sfruttate dai suoi giocatori. “Possiamo recriminare per tanti episodi, tiri sbagliati e situazioni offensive non perfette. Dall’altra parte ci sono stati anche grandi canestri, penso a quello molto difficile di Tozzi, alle giocate di Graves e a quella di Penna contro Cicchetti. Loro giocano con dieci effettivi, noi abbiamo Maspero, Reed e Restelli come unici palleggiatori, costretti a giocare più di trenta minuti. È chiaro che nel finale qualche errore diventa inevitabile, perché le risorse energetiche finiscono”.

Il tecnico si sofferma anche sul lavoro di Lorenzo Maspero, chiamato a sostenere responsabilità superiori a quelle inizialmente previste, e sull’adattamento di Marco Restelli alla regia. “Marco ha giocato una grandissima partita realizzativa, ma il playmaking non è la sua prima caratteristica. Lorenzo è l’unico playmaker di ruolo a disposizione e ogni partita deve affrontare avversari più fisici, che lo pressano sulla ricezione e sui blocchi. È un ottimo cambio, probabilmente uno dei migliori del campionato in quel ruolo, ma oggi sta giocando 32 minuti con tutto il playmaking della squadra sulle spalle”.

Una situazione alla quale la società ha cercato di rispondere con l’ingaggio di Justin Robinson. Cardani spera di poter contare sul nuovo acquisto già nella trasferta di Caserta, pur sottolineando la necessità di un inserimento graduale. “Lo spero. Sicuramente ci vorrà del tempo, sia per condizionarlo fisicamente sia per inserirlo. È un giocatore fermo dalla primavera scorsa, perché dopo aver finito la stagione a Roseto non ha mai giocato in Bosnia, nonostante avesse firmato. È un playmaker, quindi ha sempre la palla in mano e inizia tanti possessi: ci sono equilibri e aggiustamenti che richiedono tempo. Abbiamo preso un giocatore che conosce già il campionato e l’Italia, che ha giocato tanto da playmaker ed è molto esperto. Ha grande talento individuale, nelle letture e nella costruzione dei tiri. Ringraziamo la società per il grande investimento: non abbiamo aggiunto un novellino, ma un giocatore importante, che l’anno scorso ha dominato la A2″.

Resta il problema di una classifica ancora ferma a zero, nonostante le prestazioni offerte contro Brindisi, Pesaro e Livorno. Cardani è consapevole che il rischio maggiore possa diventare quello di perdere fiducia. “L’aspetto emotivo è importante. Dobbiamo tenere alta la testa, essere positivi e continuare a lavorare con questa dedizione. Ho fatto un grande applauso alla squadra perché sta sopperendo a un’assenza importante e sta affrontando un calendario difficilissimo. C’è una grande differenza tra perdere senza essere competitivi e perdere come abbiamo fatto noi. È chiaro che vogliamo iniziare a muovere la classifica, ma dobbiamo essere lucidi e non buttare via quanto di buono abbiamo fatto in queste tre partite”.

Il prossimo impegno sarà a Caserta, prima della successiva trasferta a Milano. Una sfida diversa dalle precedenti, perché metterà di fronte due squadre ancora alla ricerca dei primi punti. “Caserta è a zero punti, ma soprattutto in casa è estremamente pericolosa. È un campo caldissimo, dove anche una squadra come la Fortitudo, costruita per vincere il campionato, ha faticato. Adesso non giochiamo più contro una squadra che punta a vincere, ma contro una squadra costruita per salvarsi. La pressione sarà un fattore da entrambe le parti. È il primo esame di maturità, assolutamente. Dobbiamo confermare il nostro livello in una partita più sporca, contro un avversario che venderà carissima la pelle. Dovremo avere un approccio migliore di quello avuto contro Livorno, soprattutto dal punto di vista difensivo”.

Prima di chiudere, il tecnico rivolge un pensiero anche al pubblico del PalaRadi. “Mi dispiace perché stasera c’è stata una grande cornice di pubblico e non siamo ancora riusciti a regalare la prima gioia ai nostri tifosi, che continuano a seguirci e a supportarci. Ne abbiamo un gran bisogno”.

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