Cremonese

Cremonese, la mano di Pecchia nel successo di Pescara: la gara ai raggi X

C’è più dei due gol fatti dietro il successo di domenica, 17 gennaio, della Cremonese nella sfida salvezza contro il Pescara quando si è già vista in modo evidente la mano del nuovo allenatore Fabio Pecchia. A cominciare da un possesso palla dominante ed evoluto (57,59%, con Bisoli la media stagionale è stata del 46,6%) e da un’occupazione in campo che ha permesso alla squadra di Pecchia di determinare il contesto in cui si è svolta la partita, di fatto controllandone l’andamento.

I due aspetti sono intimamente connessi tra loro. I girigiorossi hanno alzato il baricentro e sono riusciti a mantenere una distanza di 40 metri tra i reparti lasciando che fossero i terzini (soprattutto Valeri) a dare ampiezza, permettendo a Pinato e Celar – gli esterni alti – di stazionare negli spazi intermedi.

In fase di impostazione i due terzini si alzavano sulla linea dei due mediani, formando, di fatto, una sorta di 2-4-3-1. Non sorprende, dunque, che i giocatori ad effettuare più passaggi siano stati proprio i due centrocampisti centrali (Bartolomei e Castagnetti, cui si è aggiunto Valzania, abile a smarcarsi dietro la linea di pressione avversaria proponendosi come punto di raccordo fondamentale), Zortea e Valeri.

Da un lato, questa scelta, ha permesso di generare più zone di conflitto per la retroguardia abruzzese instillando il dubbio su chi dovesse occuparsi degli offensivi grigiorossi obbligando i ragazzi di Breda a posizionarsi con una linea a 5 per ripristinare la superiorità numerica (aumentando di conseguenza anche le loro difficoltà nel risalire il campo). Dall’altro, la punta centrale – prima Strizzolo e poi Ciofani e brevemente Celar – è rimasta meno isolata.

La Cremonese è uscita alla distanza, capitalizzando un piano partita chiaro e paziente, senza farsi prendere dalla frenesia, ma continuando a giocare secondo le indicazioni dell’allenatore. Non è un caso che i due gol siano arrivati nel momento di maggior controllo della sfera da parte dei grigiorossi (62% nei primi 15’ della ripresa, addirittura 70% tra il 61’ e il 75’).

 

In questo arco di tempo (46’-75’) è aumentata anche la precisione dei passaggi e l’intensità del pressing ha avuto un incremento notevole, con la Cremonese che è arrivata anche ad avere un indice PPDA* di 2,8 nel primo quarto d’ora della ripresa.

A livello di azioni offensive, la Cremonese ne ha costruite 49 (il Pescara 36) arrivando alla conclusione in 13 occasioni, senza mai affidarsi ai contropiede.

Nonostante l’utilizzo coordinato degli esterni (quando quello alto guadagnava l’ampiezza, il terzino entrava dentro il campo, posizionandosi nello spazio intermedio), la maggior parte degli attacchi (21) sono arrivati dal settore centrale, anche se proprio dalle fasce sono poi scaturiti i gol in fotocopia che hanno regalato il successo ai grigiorossi.

Un elemento che può essere spiegato anche dai 4 dribbling tentati (e riusciti) da Zortea sulla destra e dai due riusciti (su 4 tentati) da Celar sulla sinistra. Per Valeri invece, 1 dribbling riuscito su 3 tentati. Dati che testimoniano anche la volontà di dare ampia responsabilità ai giocatori delle catene laterali.

Anche se è presto per trarre conclusioni, la strada tracciata da Pecchia appare in ogni caso chiara e definita.

 

Mauro Taino

*PPDA: passaggi concessi per azione difensiva che includono le azioni all’interno degli ultimi 60 metri di campo della squadra che attacca. Più è basso, più l’intensità del pressing è elevata.

Dati e grafiche Wyscout S.p.A. (wyscout.com)

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