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Possesso palla, pressing
e comunicazione: i segreti
del calcio di Pecchia

“Voglio vincere giocando, cercando di imporre sempre il nostro gioco: è il massimo vedere la mia squadra giocare con disinvoltura e personalità, su ogni campo e contro qualunque avversario”. E’ forse questa la frase, contenuta nella sua tesi al Master di Coverciano (dal titolo ‘Allenare comunicando’), che meglio riassume le intenzioni di Fabio Pecchia, neo allenatore della Cremonese. “La mia idea di calcio – si legge ancora – è di giocare sempre dal basso col portiere. Il nostro punto di riferimento come sempre deve essere la palla: quando la palla è dell’avversario tutti lavoriamo per andarcela a prendere, ma quando è nostra tutti pronti per andargli a far male”. Facile immaginare, dunque, che Pecchia possa iniziare a lavorare proprio sotto questo aspetto, considerato che la Cremonese è la terz’ultima squadra dell’attuale Serie B per percentuale di possesso palla.

In questo senso, analizzando la sua ultima stagione in Serie B (2016/17, alla guida dell’Hellas Verona, nda) dove il tecnico di Formia ha scelto come modulo di riferimento il 4-3-3 (il 4-2-3-1 l’altro sistema di gioco più utilizzato in carriera, nda), la sua squadra ha avuto una media di possesso del 56,15%: un dato che, nella Serie B di oggi, la porrebbe al secondo posto in categoria. Particolare attenzione, inoltre, viene posta nello sfruttamento degli esterni per provare a fare male agli avversari.

Fedele alla propria tesi, il Verona di Pecchia è stata una squadra che faceva dell’intensità del pressing un tratto distintivo, come certificato da un indice PPDA (passaggi concessi per azione difensiva che includono le azioni all’interno degli ultimi 60 metri di campo della squadra che attacca: più il valore è basso, più l’intensità del pressing è elevata, nda) di 7,11. Numeri confermati anche nella Juventus Under 23, dove la percentuale di possesso palla è stata del 52,85% e l’indice PPDA di 7,67. Per dare un riferimento, la squadra più intensa del campionato oggi è il Cittadella (6,61), seguita dal Vicenza (9,17), mentre quello della Cremonese è di 9,93, ma con una media di 14,7 nelle ultime cinque uscite.

Grande attenzione, inoltre, viene riposta dal nuovo tecnico grigiorosso proprio nella comunicazione. “Quando un allenatore comunica efficacemente – scriveva Pecchia nella sua tesi -, accresce la sua leadership, perché crea un ordine nella ‘testa’ dell’atleta; e quanto più la leadership aumenta tanto più facile è guidare una squadra”. Ma nel pensiero dell’ex allenatore ex Juventus U23 c’è anche un’attenzione particolare ai ragazzi che dirige: “Prima del calciatore per me viene, e verrà sempre, la persona. L’allenatore ha un ruolo fondamentale nel creare intorno all’individuo le condizioni giuste per potersi esprimere al meglio”.

Mauro Taino

Dati Wyscout S.p.A. (wyscout.com)

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