L’ex Cremonese Limpar: “Crediamoci, la salvezza è possibile, ma servono i gol”
L’ex grigiorosso crede nella squadra: contro la Lazio servono punti e concretezza. “Finché il treno è in stazione, possiamo ancora salirci”
Una Premier League e due FA Cup in bacheca. Questi sono solo alcuni dei trofei vinti da Anders Limpar, ex giocatore della Cremonese, che nel corso della sua carriera ha vestito anche le maglie gloriose di Arsenal ed Everton. L’ex centrocampista svedese ha indossato la casacca grigiorossa nella stagione 1989/90, in Serie A. Limpar questa sera sarà presente allo Zini per assistere a Cremonese-Lazio. Prima del match gli abbiamo fatto alcune domande, tra passato e presente: di seguito le sue dichiarazioni.
Partiamo dal presente: questa sera la Cremonese affronta la Lazio, che partita dobbiamo aspettarci?
“Siamo a pochi punti dal Lecce, è il momento giusto per fare punti. Penso che quello di stasera sia un match che possiamo affrontare bene. Abbiamo buone chance di vincere 1-0, segnando e difendendo. La Lazio è una buona squadra, ma non è al livello delle big. Stasera abbiamo bisogno di almeno un punto, anche se vincere sarebbe meglio. Anche perché poi abbiamo buone possibilità di battere Pisa e Udinese”.
Hai avuto modo di vedere la Cremonese in questa stagione? Secondo te può raggiungere l’obiettivo salvezza?
“L’ho guardata alcune volte, è una vera sfortuna che Vardy si sia infortunato, ma almeno stasera sarà in panchina. In alcune partite la Cremonese ha giocato bene ma non ha ottenuto punti. È successa la stessa cosa anche a me, nella stagione 89/90: eravamo una buona squadra ma purtroppo facevamo fatica a vincere. Abbiamo però bisogno di fare gol, creiamo tanto senza concretizzare. Oltre a Bonazzoli serve qualcun altro che faccia gol”.
Ripensando al passato invece, che ricordi hai della Cremonese e di Cremona?
“37 anni fa fu un vero peccato retrocedere, non ho avuto tempo neanche di salutare i miei compagni, questo è un rimpianto. Stasera li rivedrò, sarà l’occasione per incontrarli con grande piacere. Cremona è una bellissima e piccola città. Ricordo che quando ho indossato la maglia grigiorossa fu una stagione molto simile a questa. Ci furono partite importanti, ad esempio l’1-1 contro il Napoli di Maradona, ma facevamo davvero tanta fatica contro le squadre al nostro livello. Quando sei una piccola squadra devi avere almeno sette giocatori che segnino con regolarità. 37 anni fa segnava tanto solo Dezotti”.
C’è un compagno di squadra, avversario o allenatore italiano che ti è rimasto nel cuore?
“Sicuramente Tarcisio Burgnich, che è venuto a mancare 5 anni fa. È stato come un padre per me. Lui parlava molto con me, mi ha fatto imparare l’italiano. Anche Gualco fece lo stesso. Ricordo con piacere Bonomi, Montorfano, Piccione e Favalli, persone dolci e gentili. Ho amato il mio periodo a Cremona e sono stato dispiaciuto tutt’ora per la retrocessione”.
Puoi vantare una Premier League e due FA Cup: quanto è diverso il calcio attuale da quello del passato?
“Molto diverso, il calcio italiano è ancora simile, molto tattico, ma in Inghilterra dagli anni 2000 è diventato molto veloce, va tutto a un altro ritmo. In Italia invece il gioco è più prudente. Da quando è arrivato Guardiola in Inghilterra tutte le squadre vogliono avere la palla, attaccare”.
Chiudiamo con un messaggio ai tifosi della Cremonese…
“Se facciamo un gol stasera possiamo vincere. Poi serve battere il Pisa, visto che il Lecce giocherà contro la Juve. Non è finita, ai tifosi dico di restare positivi. Fino a quando ci sono partite, ci sono speranze. Quando il treno parte, non ci sono più possibilità, ma se il treno è ancora in stazione, allora hai ancora possibilità di salirci”.