Coach Giubertoni: "Godiamoci
il momento, ma piedi per terra"
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Basket&co ha raccolto a caldo le parole di Massimo Giubertoni, assistant coach della Vanoli, dopo il 96-79 su Treviso. In apertura di intervista, l’assistente di Pierluigi Brotto ha messo subito l’accento sul momento della squadra: “Non sappiamo dove arrivare, diciamo che ci godiamo il momento. Ho chiesto ad Andrea Conti: ‘Tre vittorie di fila, da quanto non succede?’. Non me l’ha saputo dire sui due piedi: è un bel segnale, ma siamo alla quarta di campionato e dobbiamo stare coi piedi molto per terra”.
In chiave tecnica, l’identità passa dalla metà campo dietro: “Offensivamente il sistema pensato da Gigi a inizio stagione sta funzionando. Dipendiamo molto dalla parte difensiva, da come riusciamo a fermare di volta in volta i nostri avversari e a tenerli sotto media. Sapevamo che Treviso era il terzo attacco del campionato: non potevamo concedere loro più di 90 punti in casa nostra. Dopo il primo quarto abbiamo registrato le situazioni difensive e li abbiamo tenuti a 79”.
Capitolo gestione post-Bologna: lo staff ha lavorato soprattutto sulla testa: “Sapevamo che la partita più pericolosa era questa. Tenere i piedi per terra dopo quel tipo di vittoria non è facile. In questo Gigi, Luca e Carlo sono stati molto bravi, e anche i ragazzi hanno dimostrato maturità: si applicano durante la settimana per seguire le indicazioni”.
Inevitabile una battuta su Ousmane Ndiaye, protagonista e, per prospettiva, tema centrale della crescita biancoblù: “Il talento è qui da vedere. Alcune volte sembra abbia movenze alla Kevin Durant, per altezza del rilascio e come tratta il pallone. Se entrava quella bomba in contropiede scendeva il PalaRadi… Ha 21 anni: capisca bene la sua strada, ha un potenziale enorme. Speriamo di averne tanto ancora qui, perché è divertente da vedere”.
Dentro la partita c’è stata anche l’attenzione “da classifica” nel finale, contro le squadre che fanno lo stesso campionato, non bisogna dimenticare l’importanza della differenza canestri: “Ci abbiamo pensato. Siamo in un momento felice, ma potrebbero arrivarne di meno belli e altre squadre potrebbero risalire. È troppo lunga per gioire: bisogna pensare anche alla differenza canestri. Mi sembra che l’abbiamo tenuta abbastanza bene”.
Focus su Ike Anigbogu, tra le note più liete della ripresa. “Ike lavora tantissimo, è sempre qui per primo. Stasera ha trovato una dimensione sua. Complimenti a Gigi che gli ha dato fiducia rimettendolo in quintetto all’inizio del terzo quarto, e lui ha risposto con una prestazione degna di nota. Se incanala questa strada, ci dà un valore aggiunto che non tutti hanno: stazza, presenza in area, la capacità di cambiare tiri. Dobbiamo continuare: lui a trovare fiducia anche in attacco, noi a lavorare con lui”.
La fotografia di spogliatoio passa dal cerchio dei compagni dopo i suoi canestri. “Quando ha segnato quei due di fila, hanno gioito tutti: sanno che è un ragazzo fantastico, che lavora come un mulo e aspettava la scintilla. Speriamo di aver trovato la via giusta anche per lui”.
Chiusura, tra realismo e ambizione condivisa: “Godiamoci questo momento esaltante dopo Bologna e Treviso, ma restiamo sul pezzo. Abbiamo messo un po’ di fieno in cascina, lavoriamo con serenità sapendo che i momenti difficili possono arrivare. Politica dei piccoli passi, una partita alla volta, lottare su ogni pallone e divertirsi nella fatica”.
Cristina Coppola