Basket

Brotto: “Treviso è pericolosa,
dobbiamo essere attenti in difesa”

Coach Pierluigi Brotto con Giovanni Veronesi al termine della vittoria con la Virtus Bologna (foto Vanoli)

La quarta giornata porta al PalaRadi Treviso Basket (domenica 26 ottobre, ore 20). Coach Pierluigi Brotto mette subito i paletti tecnici e mentali: avversario più pericoloso di quanto dica la classifica, identità difensiva da ribadire e piedi per terra dopo Bologna.

“Treviso è una buona squadra. Terza come punti segnati, prima come rimbalzi offensivi, quarta come valutazione: i numeri, delle volte, parlano meglio delle parole e ci fanno capire che Treviso ha potenziale molto alto. Non dobbiamo guardare la classifica, perché probabilmente per episodi non ha raccolto quanto potrebbe da questo campionato. Mi aspetto una partita molto difficile: noi dobbiamo fare una partita molto, molto attenta ed energica in difesa per limitare il loro grandissimo talento. E giocando in casa dobbiamo essere pronti a dar battaglia”.

Il “reset” dopo l’impresa al PalaDozza è stato un tema immediato nello spogliatoio: “Ho provato a trasmettere il fatto che dovevamo essere estremamente soddisfatti per la prestazione e per la vittoria: non capita tutti i giorni di riuscire a fare prima una prestazione così e poi anche una vittoria nel campo dei campioni d’Italia. Però il campionato italiano ha delle richieste molto alte: ho cercato di riportare la squadra alla realtà, che domenica c’è un avversario tosto e che, per realizzare il nostro obiettivo — la salvezza — dobbiamo cercare di performare al massimo, soprattutto in casa”.

Capitolo lunghi e rotazioni dopo le ultime uscite: “Loro sanno che dobbiamo trovare equilibrio e chimica per essere più competitivi possibile durante la partita. Questo può venire con tanti minuti o con pochi minuti in campo. Prima o poi mi aspetto che ci dia una mano più apprezzabile in termini numerici e di impatto: dipende anche dall’avversario e dal tipo di accoppiamenti”.

Sul piano tattico, l’identikit di Treviso è chiaro e non cambia in una settimana: “Mi aspetto che arrivino qui e che i loro giocatori di esperienza facciano una partita molto solida: vedremo giocatori di personalità fare giocate importanti. Noi abbiamo analizzato quello che hanno fatto, sappiamo le loro tendenze: non credo che una squadra in una settimana possa rivoluzionare il proprio assetto o le proprie idee. Potrebbe esserci qualcosa di nuovo, ma ci prepariamo anche a diverse evenienze. Mi aspetto una partita a viso aperto da parte loro e, come ho detto, molto importante dai loro giocatori di riferimento”.

Il baricentro resta dietro: “È vero: quello che sta funzionando meglio è il nostro atteggiamento difensivo. Gran parte del nostro successo passa da quello, per cui insisterò molto su questo aspetto. L’attacco può essere più o meno ondivago e, contro una squadra con così tanto talento, se li lasci fare ti possono far male. Dovremo avere come prima idea quella di limitarli al massimo: fa parte della nostra filosofia e si tratta di replicarla anche contro squadre di grande spessore come Treviso”.

Sui ritmi e sulle percentuali dall’arco, una linea chiara con una battuta: “Penso che entrerà sempre così. La nostra identità deve passare da quel tipo di atteggiamento. Non possiamo prevedere un piano tattico completamente diverso: insisteremo su diverse cose, ma verrà naturale, nel momento in cui la palla non entrerà, fare movimenti in attacco che ci portino ad aprire il gioco in altre zone del campo. La nostra tendenza durante l’anno sarà quella di essere molto aggressivi nel tiro da tre”.

In chiusura, una riflessione sul grave episodio extracampo avvenuto al termine di Rieti – Pistoia: “Penso sia difficile commentare un fatto così importante, anche perché è avvenuto fuori dal palazzetto. Bisogna separare i tifosi che vanno al palazzetto e partecipano alle vicissitudini della squadra da quelli che si inventano di seguire il pullman e tirare sassi contro i vetri. La nostra filosofia deve essere diversa: venire al palazzetto per star bene, non per far male alle altre persone. Speriamo che questo ispiri un comportamento diverso, volto a sostenere i nostri beniamini e non a insultare gli avversari”.
Cristina Coppola

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