la Juvi è battuta 88-76
la Juvi è battuta 88-76
“We can be heroes, just for one day” cantava l’intramontabile David Bowie. A bocce ferme, c’è da dire che qualcuno tra le fila della Vanoli Cremona ha preso tremendamente sul serio il Duca Bianco.
Se ci si può permettere di tirare un sospiro di sollievo dopo la fondamentale vittoria contro Napoli è senz’altro grazie ad un gruppo che, nonostante tutte le avversità, non ha mai perso di vista l’obiettivo. Tuttavia, non solo durante la stagione, ma anche all’interno della gara contro i partenopei, ci sono stati momenti durante i quali il baratro è sembrato molto vicino.
Ad esempio a poco più di tre minuti dalla fine, quando quattro punti filati dello spauracchio Totè avevano regalato il +4 agli ospiti, facendo aleggiare sopra al PalaRadi fantasmi che troppo spesso in questa stagione avevano fatto capolino nei finali di gara.
In quel preciso istante, Corey Davis ha deciso di riscrivere un finale che stava pericolosamente prendendo la direzione del Vesuvio: prima una tripla, poi un viaggio in lunetta, poi altre due bombe, una piedi per terra sfruttando una sgroppata di quella furia di Stefan Nikolic e l’altra… alla Davis, ovvero un po’ forzata e un po’ folle, ma che ha trovato solo il fondo della retina.
In poco più di due minuti il folletto della Louisiana ha ribaltato partita e stagione, scegliendo proprio la gara più importante dell’anno per riscrivere il proprio massimo di punti in serie A, toccando quota 28. E pensare che durante la pausa per coppa Italia e Nazionale più di una voce lo voleva lontano dal Torrazzo, pronto ad accasarsi a Cantù per far spazio al nuovo americano in arrivo. E invece, vuoi anche la convincente prestazione nel colpo contro Trapani, Corey rimane in sella.
Pronto a dare il massimo, come sempre, perché a Davis si possono imputare tante cose, ma non che non sudi la maglia fino all’ultima goccia. A quanto pare, quando sente profumo di gara importante, il soldatino vanoliano cambia faccia: basti pensare alla sfida interna contro Varese, altro snodo cruciale della non facile stagione biancoblu, quando anche in quel caso si incendiò dalla lunga distanza dando la spallata decisiva ad una partita che si stava facendo pericolosa.
Lui, tra un sorriso e l’altro, ai microfoni di Basket&Co minimizza e racconta che viene pagato per questo, ma dietro quel sorriso c’è la felicità di un giocatore rinato e che con coach Brotto sembra aver ritrovato l’antico smalto. Ora la speranza è che la fiammella rimanga accesa, perché all’orizzonte ci sono quattro match che molto diranno sulle speranze di salvezza, ma se l’atteggiamento è questo, un pizzico di fiducia è lecito.
Alberto Guarneri