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La Cremonese proverà a
bloccare la gara con la Juve

Foto Sessa

Riparte l’operazione salvezza per la Cremonese che questa sera, mercoledì 4 gennaio, alle 18.30 in uno Zini tutto esaurito, affronterà la Juventus per la prima gara dopo la sosta mondiale.

I bianconeri, prima appunto dello stop per la rassegna in Qatar, erano reduci da sei vittorie consecutive in campionato che le hanno permesso di ricucire la distanza dal Milan, secondo. La Juve è stata schierata sin qui da Massimiliano Allegri con diversi sistemi di gioco, con il 3-5-2 e il 4-3-3 come moduli più utilizzati e con il primo che sembra essere diventato quello di riferimento.

Nonostante sia una delle squadre meglio attrezzate della Serie A, la Juventus non è una squadra che ama imporre il proprio gioco attraverso pattern costanti, ma piuttosto si adatta all’avversario e alla gara di turno. Si spiega anche così un possesso palla medio che si attesta al 50,5%, esattamente a metà nella classifica del campionato.

I bianconeri adottano generalmente un baricentro abbastanza basso, con una circolazione insistita tra i propri difensori, per poi cercare uno sfogo lungo le catene laterali, anche a causa delle difficoltà riscontrate dalla squadra di Allegri nel trovare giocatori liberi dietro la linea di pressione avversaria all’interno del campo, senza rinunciare ai lanci lunghi (11esimi).

La predilezione per un possesso accorto, teso a limitare i rischi è espresso anche dal basso numero di passaggi filtranti (il quarto dato più basso del torneo) e dal limitato numero di uno contro uno e dribbling tentati (terzo numero più basso della Serie A). La volontà di avere un attacco quanto più diretto possibile da parte della Juventus è certificata dal basso numero di passaggi nella trequarti (14esima) e dal numero di tocchi nell’area (11esima) avversarie.

Più che sull’attacco (la Juventus è sesta per numero di gol fatti, settima per expected Goal* generati e nona per tiri effettuati), è sulla difesa che i bianconeri stanno costruendo la propria risalita, nonostante un atteggiamento non particolarmente aggressivo in fase di pressing. Quella di Allegri, infatti, è la retroguardia meno battuta, la quarta a concedere meno expected Goal* e l’ottava a lasciare più tiri.

In entrambe le fasi ad emergere è l’estrema efficacia dei bianconeri: da 16,06 expected Goal* concessi, infatti, hanno subito appena 7 reti, mentre in attacco hanno ricavato 24 reti da 21,95 expected Goal*, uno in più della Cremonese che però è andata a segno solo 11 volte.

Per la squadra di Alvini sarà dunque prioritario ridurre al minimo le occasioni da gol della Juventus predisponendo un sistema ibridato tra marcature a uomo e difesa a zona come visto col Milan (in grado di congestionare la zona centrale) oppure aggredendo la costruzione paziente dei bianconeri, facendo attenzione a non liberare uomini dietro la linea di pressione considerate le difficoltà dei bianconeri a ricercare questo tipo di giocata. Quest’ultima opzione, permetterebbe anche ai grigiorossi di provare a recuperare palloni in zone alte di campo per costruirsi le proprie occasioni per fare male alla Juventus senza portare tanti uomini nella metà campo avversaria.

Mauro Taino

*Expected Goal (xG): una misura della probabilità che ha un determinato tiro di essere trasformato in gol.

Dati Wyscout S.p.A. (wyscout.com)

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