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La carica del 'ruso' Ascacibar:
"Serve più responsabilità"

Ascacibar allo Zini contro la Lazio

Argentino di La Plata, mediano di corsa e governo, dodici presenze in serie A e due in Coppa Italia condite da due assist: il curriculum grigiorosso di Santiago Ascacibar è solo l’inizio di una stagione che il classe ’97 ex Herta Berlino vorrebbe in crescendo. Per la Cremonese a caccia della salvezza e per El Ruso: “Mi chiamano così da quando ero bambino. Forse perché essendo biondo i ragazzi più grandi mi davano del “russo”, e da lì mi è rimasto questo soprannome”, racconta Ascacibar in conferenza stampa al Centro Arvedi di Cremona.

Come ti trovi con la città e con i compagni? Cosa pensi della Serie A? “Mi sto trovando benissimo sia nel rapporto con Cremona che con la squadra. La città è piccola, ma bella e quando posso mi piace passeggiare. La Serie A invece non la conoscevo in tutte le sue caratteristiche ma posso dire che mi sento meglio qui che in Bundesliga”.

Un giudizio sulla prima parte della stagione: sei punti dalla zona salvezza si possono colmare? “Penso che in questa prima parte di stagione abbiamo fatto bene a livello di prestazione, abbiamo giocato sempre con forza e intensità tutte le partite. I risultati, invece, sono quelli che mancano: dobbiamo fare di più, ma sicuramente in queste settimane lavoreremo per migliorare”.

Rapporto con Alvini? Ti piace il sistema di gioco? “L’inizio è stato difficile, soprattutto perché appena arrivato mi sono infortunato. Poi mi sono trovato bene, sia a livello tattico che con i compagni”.

Differenze tra Serie A e Bundesliga? “Quello tedesco è un calcio più diretto, più fisico, ma nel calcio italiano ci sono più emozioni, tutti i giocatori hanno più tecnica. Conta molto questa differenza”.

Quali sono state le difficoltà maggiore per la Cremonese? “Penso che tutti noi dobbiamo prenderci più responsabilità, in campo, e fare bene sia in attacco che in difesa. Sia quando dobbiamo segnare, che quando dobbiamo evitare di prendere gol, dobbiamo prenderci più responsabilità. Ho già lottato per la salvezza, l’umiltà e la voglia di vincere sono fondamentali. E proprio perché lo vedo qui a Cremona, sono convinto che possiamo fare molto di più”.

Qual è il compagno con il quale hai legato di più? “Vado d’accordo con molti, ma penso con Baez: siamo anche vicini di casa, vive a 15 metri da me e passiamo diverso tempo insieme, beviamo mate”.

Alla ripresa il primo appuntamento sarà con la Juventus, che ha tanti problemi ma una rosa di campioni. “Per noi tutte le partite sono molto difficili, le prepareremo al meglio: dobbiamo fare bene come abbiamo fatto contro il Milan. Non penso che la situazione extracampo interesserà, loro scenderanno in campo per ottenere il massimo e daranno il massimo”.

Pensi che l’Argentina possa vincere il Mondiale? “Sono contento di quanto sta facnedo la Nazionale: ci sono tanti amici stanno giocando questo Mondiale e credo che faranno bene fino alla fine”

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