Cremonese
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Alla Samp è bastato un quarto
d'ora per piegare la Cremonese

I grigiorossi hanno creato di più, ma i doriani hanno capitalizzato al massimo il proprio miglior momento

foto uscremonese

La Cremonese ha dovuto rimandare ancora l’appuntamento con la vittoria. I grigiorossi hanno infatti perso lo scontro diretto contro la Sampdoria nonostante abbiano creato più occasioni rispetto ai doriani. La squadra di Massimiliano Alvini, infatti, ha tirato il doppio rispetto ai liguri (17-8), ma solo 4 volte nello specchio, esattamente come gli avversari. La Cremonese, in ogni caso, in termini di expected Goal (xG)* si è resa maggiormente pericolosa (1,9 – 1,08), anche senza considerare il calcio di rigore (0,76 xG*).

Alvini, per la delicata sfida contro i blucerchiati, ha rispolverato la difesa a 3, con Pickel in una posizione ibrida tra il ruolo di trequartista e quello di mezzala che faceva oscillare il modulo della Cremonese tra il 3-4-1-2 e il 3-5-2. La grande novità approntata dal tecnico di Fucecchio, pur continuando a pressare con un baricentro più basso rispetto a inizio stagione e in continuità con le ultime uscite (salvo particolari situazioni che innescavano la pressione anche in zone alte di campo), sta nell’adozione di una doppia superiorità numerica in fase difensiva.

Bianchetti in difesa e un centrocampista (sovente Acacibar – cerchiato in rosso -, a volte Meité, a seconda delle rotazioni del triangolo di centrocampo), erano infatti liberi da compiti di marcatura diretta. I due centrocampisti centrali doriani erano presi in consegna a una mezzala e da una delle punte grigiorosse (soprattutto Okereke), con l’altro attaccante preoccupato più di schermare l’imbucata una vanti che non di recuperare la sfera. Liberi, dunque, rimanevano un centrale e il terzino sul lato opposto (cerchiati in giallo).

Una soluzione, pur in una gara in cui la Cremonese ha fatto segnare l’intensità nel pressing più alta in campionato, che però ha funzionato a intermittenza. Nonostante le difficoltà nel costruire la manovra da parte della Sampdoria, non è stato raro che il pressing grigiorosso venisse eluso con relativa facilità da parte della formazione di Dejan Stankovic che ha comunque manifestato limiti importanti nell’organizzazione, sopperiti – in parte – dalle qualità individuali di alcuni giocatori.

Nel complesso, la Cremonese non si è spaventata di fronte al compito di dover fare la partita contro una diretta concorrente con tutto da perdere, ha avuto un maggior possesso e ha creato più degli avversari. Dall’altro lato, oltre a mancare la giusta qualità in zona di rifinitura e conclusione, le chance dei grigiorossi si sono concentrate soprattutto nella prima ora di gioco quando la squadra di Alvini ha tirato con una media di una conclusione ogni 4 minuti e mezzo circa, mentre nell’ultima mezz’ora la media si è alzata a una ogni 7 minuti e mezzo circa.

Il tecnico toscano ha dimostrato ancora una volta di aver preprato minuziosamente la partita, ma non è bastato. Sostanzialmente soddisfatto di quanto prodotto fino a quel momento, Alvini ha preferito non cambiare nulla fino al vantaggio ospite (ad eccezione di Ciofani per Dessers). Probabilmente ha atteso troppo ad intervenire confidando nella capacità della propria squadra di riuscire a rimanere in partita e a creare altre situazioni per andare in vantaggio, soprattutto perché quel frangente è coinciso con il miglior momento della Sampdoria (4 tiri in un quarto d’ora, dall’occasione di Gabbiadini al 62’ al gol di Colley al 78’). I grigiorossi hanno dunque pagato a caro prezzo l’unico momento in cui i liguri hanno preso il controllo della gara, oltre alla propria incapacità di concretizzare quanto prodotto.

Mauro Taino

*Expected Goal (xG): una misura della probabilità che ha un determinato tiro di essere trasformato in gol.

Dati Wyscout S.p.A. (wyscout.com)

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