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La Cremonese ha
imbrigliato l'Atalanta

foto uscremonese

La Cremonese a Bergamo ha ottenuto il secondo punto stagionale (il primo in trasferta) al termine di una partita dove ha giocato ad armi pari contro un’Atalanta a cui la squadra di Massimiliano Alvini ha lasciato il predominio nel possesso, ma che a conti fatti ha creato anche meno rispetto alla Cremonese.

Se complessivamente i bergamaschi hanno tirato 11 volte verso Radu (di cui 5 nello specchio) a fronte delle 6 grigiorosse (4 in porta), la pericolosità dei tentativi delle due squadre è stata di fatto paragonabile, con un leggero vantaggio della squadra di Massimiliano Alvini in termini di expected Goal* (1,12 a 1,06). In una gara che poteva ripercorrere la falsa riga di quella giocata contro il Torino, quando la Cremonese aveva mostrato qualche difficoltà, al Gewiss Stadium i grigiorossi hanno tenuto botta anche nei duelli individuali dando vita ad una gara in cui il pareggio finale è apparso giusto.

Alvini ha scelto di non cambiare radicalmente il proprio approccio, ma ha preparato minuziosamente il match. Interessanti, in modo particolare, i movimenti di Chiriches per aiutare la costruzione dal basso della Cremonese. I grigiorossi hanno deciso di impostare con un 3+2 con Radu in mezzo ad Aiwu e Lochoshvili e Chiriches che si alzava sulla linea di Meité. L’idea era quella di avere una doppia superiorità numerica contro il tridente dell’Atalanta, come sempre orientato sull’uomo (Muriel su Chiriches, Lookman su Aiwu e Malinovsky su Lochoshvili). Koopmeiners si alzava quindi su Meité per provare a ridurre l’inferiorità numerica, mentre Hateboer curava a distanza Valeri (e Soppy Sernicola, fuori inquadratura).

La costruzione 3+2 della Cremonese, con le marcature a uomo dell’Atalanta e Chiriches cerchiato in rosso

Dall’altro lato del campo, invece, Gasperini ha chiesto sovente a Koopmeiners di abbassarsi nella linea di difesa per avere superiorità numerica contro l’attacco grigiorosso che andava a pressare uomo su uomo il terzetto difensivo bergamasco (Dessers su Demiral, Okereke su Okoli e Pickel su Toloi). Sull’olandese, però, era pronto a scalare in avanti Meité con Escalante a prendere in consegna l’altro centrocampista e Valeri Hateboer per un duello uno contro uno replicato a tutto campo.

Il pressing uno contro uno della Cremonese con Koopmeiners cerchiato in rosso

La Cremonese, dunque, ha mostrato grossi passi avanti nella lettura delle situazioni di gioco, riuscendo a difendere in modo aggressivo e coraggioso e con le giuste distanze, segno che i principi di Alvini stanno sempre più entrando negli automatismi dei singoli giocatori. Migliorata anche la gestione dei contropiede avversari: se è vero che solo contro la Roma ne erano stati concessi di più, la capacità di leggere anche questa situazione ha portato la Cremonese a sterilizzarli tanto che da queste situazioni non sono di fatto nate occasioni da rete concrete.

A Bergamo, inoltre, la squadra di Alvini è riuscita ad avere un possesso più bilanciato e non catalizzato da Escalante, anche grazie all’affiancamento di Meité all’argentino in luogo di Pickel, un giocatore più dinamico, ma anche più mobile e meno incline a partecipare attivamente alla fase di costruzione. Anche per questo il tecnico di Fucecchio lo sta impiegando sempre più spesso come trequartista.

I passaggi della Cremonese contro l’Atalanta (grafica Wyscout S.p.A.)

Se la fase difensiva e di possesso sono sempre più oliate, i grigiorossi dovranno riuscire ad essere maggiormente efficaci in attacco, dove comunque, come detto, hanno creato sostanzialmente quanto l’Atalanta in termini di pericolosità. In particolare, contro i bergamaschi, la squadra di Alvini è riuscita a distribuire abbastanza equamente gli attacchi di posizione (11 dal centro e altrettanti dalle fasce), ma rendendosi pericolosa unicamente per vie centrali.

Gli attacchi di posizione grigiorossi nella gara di Bergamo (grafica Wyscout S.p.A.)

Oltre a proseguire sulla crescita nell’assimilazione dei concetti difensivi, dunque, la Cremonese dovrà riuscire ad aumentare la propria pericolosità in attacco senza perdere l’efficacia difensiva che si sta via via consolidando.

Mauro Taino

*Expected Goal (xG): una misura della probabilità che ha un determinato tiro di essere trasformato in gol.

Dati Wyscout S.p.A. (wyscout.com)

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