Cremonese
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Contro la Cremo il Toro
ha vinto sugli esterni

foto uscremonese

Cremonese e Torino hanno rispettato le aspettative della vigilia, dando vita ad una partita intensa, basata soprattutto sui duelli individuali e su un gioco piuttosto verticale. Allo Zini, con due formazioni che giocano con principi simili e moduli quasi speculari, grande accento hanno avuto i duelli individuali.

Più che il pressing (sostanzialmente allo stesso livello di intensità), grande importanza hanno avuto le catene laterali: il Torino ha visto una prevalenza di interazioni tra giocatori a sinistra, ma in modo maggiormente equilibrato rispetto alla Cremonese che ha sviluppato soprattutto a destra, coinvolgendo molto Escalante, ma risultando troppo prevedibile nell’insistere su questo out. Una situazione ben evidenziata dai gol della ripresa, nati proprio a sinistra per la formazione di Juric e a destra per quella di Alvini.

I passaggi del Torino (grafica Wyscout S.p.A.)

Radonjic conduce palla proprio sulla fascia mancina piemontese e si accentra affrontando nell’uno contro uno Sernicola, mentre Aiwu riesce a rientrare in posizione, impedendo al 49 granata di liberare il destro verso la porta di Radu. Vojvoda va in sovrapposizine, ma Sernicola rimane focalizzato ancora su Radonjic – nonostante sia ingaggiato con Aiwu – e si fa sorprendere dal tacco del trequartista verso il compagno che poi rimetterà al centro per lo stesso numero 49, abile ad aggirare sia Aiwu che Escalante, e il cui inserimento non viene assorbito né dall’uno né, soprattutto, dall’altro, con Bianchetti che rimane in posizione senza aggredire in avanti la palla, mentre Vasquez – correttamente – va in marcatura sull’attaccante al centro.

La rete grigiorossa (ma già l’occasione di Dessers si basava sui medesimi principi sebbene con uno sviluppo leggermente diverso) nasce invece da una situazione di 3 contro 2 in seguito ad una rimessa laterale tra il trequartista (Buonaiuto), l’esterno destro (Sernicola) e il centrocampista destro (Ascacibar) che affrontano Vojvoda (laterale mancino) e Rodriguez (centrale di sinistra). Radonjic è in ritardo nel chiudere l’argentino della Cremonese che crossa per Dessers la cui sponda di testa arriva sui piedi di Sernicola che ha seguito l’azione e segna con un mancino all’incrocio dei pali.

In generale, la formazione di Alvini ha avuto più possesso palla (52,93%) e più occasioni a livello numerico (16 tiri a 13, 6-5 nello specchio), ma ha generato 1.59 expected Goal (xG)* a fronte dei 2.5 degli avversari. In particolare il crollo nell’intensità del pressing registrato tra il 61′ e il 75′ ha coinciso con 4 occasioni da rete, tra cui la chance di Linetty e il raddoppio di Radonjic. Dal 65′ in poi, però, la Cremonese non ha più concesso nulla ad un Torino che, pur tenendo alta l’intensità nel pressing, ha concesso un terzo delle occasioni grigiorosse negli ultimi 10′ più recupero.

I passaggi della Cremonese (grafica Wyscout S.p.A.)

In generale, le indicazioni positive che può trarre Alvini risiedono soprattutto nella mole di occasioni create e concesse (in entrambi i casi allo Zini si sono registrate le migliori performance in campionato), anche se lo sviluppo della manovra è risultato per certi versi troppo prevedibile e concentrato soprattutto in una zona di campo e affidato principalmente ad un solo giocatore (Escalante) che ha effettuato 64 passaggi con un’accuratezza dell’80% (56% quella dei 18 lanci lunghi tentati) e che ha perso 17 palloni. Un volume, per fare un raffronto, molto superiore a quello di Ricci (omologo granata) a testimonianza della maggior varietà di soluzioni messe in campo dalla formazione di Juric: per lui 41 passaggi tentati (98% di accuraezza), 1 lancio lungo (effettuato e riuscito) e 8 palle perse.

Mauro Taino

*Expected Goal (xG): una misura della probabilità che ha un determinato tiro di essere trasformato in gol.

Dati Wyscout S.p.A. (wyscout.com)

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