Vanoli
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Vanoli, Venezia ha avuto più
alternative di gioco e di uomini

Nella sconfitta della prima di campionato contro Venezia della Vanoli, se ne potrebbe parlare a lungo e il più delle volte si cadrebbe nel tranello di “differente composizione del roster”. La realtà è ben più ampia: Cremona, al netto di una inopinabile differenza di rotazioni e centimetraggio con Venezia, ha interpetato bene la partita, peccando proprio nel momento terminale dell’azione.

Il nodo cruciale, a livello di punteggio, è da trovare nel secondo periodo: 25 punti realizzati dai padroni di casa contro i 12 di Cremona. Nel quintetto di partenza Philip, Stone e De Nicolao chiudono il perimetro e, in caso di blitz dentro il pitturato della Vanoli, c’è Watt. Cremona dalla sua ha il miglior quintetto possibile per l’attacco con Harris, Miller e Poeta per colpire, ma la difesa di Venezia è solida.

Shot Chart della gara, LBA.com

A fine partita Cremona dentro l’area ha il 30.8% nella zona centrale del pitturato e il 50% sotto canestro. Entrare è una vera impresa e i punti arrivano solo nel lato dove Harris e Miller riescono ad inventare in isolamento. I cremonesi rispondono così a fasi alterne e devono seguire il ritmo dettato dai lagunari grazie a delle rotazioni lunghe e soprattutto ambivalenti. Vitali nonostante sia un esterno è riuscito a vincere quasi ogni confronto con i pari ruolo, così come Daye e il già citato Brooks.

Philip, Sanders e Stone oltre alle qualità atletiche avevano dalla loro anche stili diversi di offensiva e marcate capacità difensive. Non è un caso che Philip abbia siglato 7 assist gestendo la regia, Sanders 15 (diventando il principale scorer dei lagunari) e Stone l’uomo giusto nei momenti cruciali con 3 triple realizzate sulle 5 tentate.

Ad aggravare la disparità lunghi, evidente e di fatto, ci ha pensato Echodas: 7 punti e 8 rimbalzi di cui 7 difensivi. Cremona ha colmato bene collettivamente il gap (37 rimbalzi totale contro i 42 di Venezia) ma per farlo ha spesso forzato la mano con raddoppi sistematici e falli ingenui. Il più delle volte la Reyer è andata in lunetta con un gioco da tre punti dopo un canestro con fallo.

Altra chiave del match sono stati gli accoppiamenti difensivi. De Raffaele ha spesso scambiato grazie ai blocchi di Watt ed Echodas le marcature dei suoi permettendo a Brooks di battezzare in più di una occasione Spagnolo in post basso.

Non c’è comunque da disperare, Venezia è una squadra fuori portata e storicamente un taboo per Cremona, i segnali sono arrivati (su tutti Spagnolo) e i biancoblù potranno rifarsi alla svelta con le prossime avversarie.

Lorenzo Scaratti

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