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Simone Raineri capovoga a Sydney
"Gentili, buono e talentuoso"

4 olimpiadi, un oro e un argento nel quattro di coppia, per Simone Raineri. Tanti ricordi e grande esperienza nella manifestazione sognata da ogni sportivo. Lo abbiamo incontrato a poche ore dal via ufficiale ai Giochi di Tokyo che vedranno un cremonese, Giacomo Gentili, capovoga nel quattro di coppia, così come Raineri lo era stato da Sydney 2000 a Londra 2012.

“L’olimpiade è il sogno di ogni atleta e anche per me è sempre stato un sogno fin da bambino. L’ho sempre desiderata e ci ho sempre creduto e, quando è arrivato il momento, ho fatto di tutto per esserci e sono anche stato fortunato perché, come dico sempre, devi avere le qualità, le doti, devi credere in quello che fai, anhe se poi alla fine anche un pizzico di fortuna ci vuole sempre. Ho avuto anche la fortuna di essere al momento giusto nel posto giusto, con dei compagni altrettanto bravi e forti quanto me, se non di più, e insieme abbiamo fatto una bella squadra e un bell’equipaggio che poi alla fine ha fatto sì che entrambi riuscissimo a realizzare il nostro sogno”.

 

Qual è il segreto per vincere ai Giochi?

“Il segreto mentale per approcciare una gara così difficile non è uno soltanto e credo che ognuno di noi abbia il proprio. Ricordo che la gara di Sydney l’ho vissuta in maniera particolare perché, in primis era la mia prima olimpiade, ero molto giovane, e poi avevo un carico di responsabilità molto elevato perché ero capovoga in una barca che veniva da una vittoria al campionato del mondo di due anni prima. C’erano campioni come Abbagnale ed era un equipaggio che non poteva sbagliare, venivamo da una vittoria in Coppa del mondo un mese prima e ogni posizione al di là del primo posto sarebbe stato un fallimento. Io era il più giovane e oltretutto il capovoga quindi la colpa sarebbe ricaduta su di me”.

Quando hai riascoltato la telecronaca di Gianpiero Galeazzi, cosa hai provato?

“Diciamo che Galeazzi è sempre stato un valore aggiunto a noi canottieri e al canottaggio italiano e ogni volta che risento la telecronaca di Galeazzi è da brividi, da pelle d’oca e mi emoziono. Sia perché rivedo me stesso, un po’ più giovane, realizzare il mio sogno  ma anche perchè lui ci metteva quell’energia e quell’emozione che ha fatto appassionare al canottaggio gli italiani. E’ stato veramente il valore aggiunto ed è stata una fortuna per noi canottieri averlo avuto in quegli anni”.

Simone Raineri capovoga a Sidney nel quattro di coppia, Giacomo Gentili capovoga a Tokyo. La provincia di Cremona esprime grandi atleti in questo sport

“Pensarci mi fa venire la pelle d’oca. Giacomo Gentili mi ricorda molto me stesso, non lo nascondo. Me lo ricordo arrivare al college ragazzino, parecchi anni fa. Era molto esuberante, ricordo che mi guardava sempre con quegli occhi d’ammirazione perché ero un campione olimpico ed ero di Cremona. Vedevo che faceva sempre di tutto per prendere spunto da noi più grandi, per crescere e arrivare dove noi in quel momento eravamo. Mi ha fatto un grande piacere essere di esempio e di stimolo per lui e, soprattutto adesso, vederlo in quel ruolo che io ricoprivo fino a qualche anno è un ideale passaggio di testimone. Mi fa piacere che si avvenuto con un ragazzo come lui, veramente buono e generoso, sia dal punto di vista sportivo ma anche umano, e poi veramente talentuoso. Mi aspetto che faccia grandi cose, non voglio dire nulla, non voglio fare pronostici perché porta male, ma mi aspetto che faccia bene.

Su quella barca c’è anche qualcuno che conosci bene perché ha gareggiato con te Simone Venier

“E’ stata una bella sorpresa è stato a un compagno di viaggio a Pechino, dove siamo arrivati secondi e poi abbiamo fatto un ottimo risultato ai campionati del mondo 2010 dove siamo abbiamo vinto ancora l’argento. In bocca al lupo anche lui che ha preso il posto di Filippo. Credo che stia ricoprendo il posto di Filippo con grande capacità”.

Cristina Coppola

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