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Canottaggio, conto alla rovescia
per l'esordio dei campioni cremonesi

Da oggi gli azzurri sono sul campo gara olimpico che li vedrà esordire il 23 luglio. Tra i primi a debuttare i due quattro di coppia di Gentili e Montesano. Sull'armo maschile il ricordo di Filippo Mondelli.

Manca ormai meno di una settimana all’esordio della nazionale azzurra di canottaggio ai Giochi di Tokyo e il gruppo ha finalmente raggiunto il villaggio olimpico lasciando la località che ha consentito loro di ambientarsi e ammortizzare il fuso orario. Tra i primi a debuttare i due quattro di coppia di Gentili e Montesano. Giancarlo Romagnoli, uno dei 7 allenatori azzurri volati in Giappone con il CT Francesco Cattaneo racconta le emozioni dei primi giorni:

“Siamo nei pressi di Nagano in una cittadina che si chiama Suwa e ci stiamo allenando in un lago piccolo ma accogliente. E’ un centro completamente nuovo realizzato apposta per le Olimpiadi e siamo stati accolti e trattati come campioni. Siamo seguiti e coccolati, l’unica restrizione è che non possiamo uscire dall’hotel in cui siamo; quando scendiamo dal pullman siamo accompagnati dai volontari e non possiamo avere contatti con altre persone”.

La cittadina che si affaccia sul lago di Suwa ha comunque voluto, seppur con tutte le attenzioni del caso, dare il benvenuto alla squadra

“Siamo stati accolti da un delegazione del sindaco ma in lontananza, con il pubblico e i fotografi. La Federazione ha organizzato tutto nel migliore dei modi, l’alimentazione è di tipo europeo e adatta ad atleti di alto livello, che sono qui per diventare protagonisti. Direi che c’è un bellissimo clima, sereno e cordiale, e nessuna tensione”.

C’è anche un momento della giornata in cui il pensiero torna a casa, la sera, quando in Italia sono circa le 15.

“Le videochiamate con l’Italia sono all’ordine del giorno, con i familiari, gli amici. La tecnologia ci consente di stare vicino alle persone che amiamo, ma siamo consapevoli di avere l’occasione di poter fare qualcosa che può restare nella storia. All’inizio è stato difficile per il fuso, bisognava assemblare le barche e mettere a posto tutto, poi la stanchezza del viaggio, il volo, gli spostamenti, oltre 30 ore che ti restano addosso anche se sei consapevole che lo stai facendo per andare a giocarti un’olimpiade. Nei giorni successivi siamo andati molto meglio negli allenamenti e tutta la squadra ha interpretato bene il lavoro”.

 

 

Insieme al fratello Claudio allena il maschile di coppia e quindi anche la barca di Giacomo Gentili (con Rambaldi, Panizza e Venier), campione d’Europa 2021, come giudica la preparazione dei suoi atleti?

“Mi è piaciuta la maturità nell’approccio al lavoro. Ma non voglio parlare solo di loro, perchè vedo tutto il gruppo unito e desideroso di raccogliere quanto seminato. Anche noi 7 allenatori con il direttore tecnico in testa, siamo molto uniti e questo ci dà una forza in più. Non voglio fare il paragone con la nazionale di Mancini, per carità, ma vedo in quello che stiamo facendo quell’allegria, quella gioia e quella spensieratezza che non dà adito a tensioni o malumori. Vedo proprio un bel gruppo tra atleti e allenatori. Vedo una compattezza e il dirigersi tutti insieme verso un obiettivo”.

 

A proposito del quattro di coppia, il pensiero non può non tornare a chi ha contribuito a tante medaglie e alla qualificazione ai Giochi

“Abbiamo ricordato tutti insieme Filippo (Filippo Mondelli ndr) e abbiamo fatto realizzare un adesivo che è stato messo sul quattro di coppia di Giacomo Gentili per ricordare che su quella barca c’è anche Filippo. Sappiamo che è con noi. C’è e i ragazzi lo sentono. In gara saranno in cinque”.

 

 

Cristina Coppola

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