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Cremonese alla ricerca del
proprio equilibrio, ma ancora
con la porta imbattuta

Vincendo contro il Cosenza la Cremonese ha compiuto un passo importante nella strada verso la salvezza. Fabio Pecchia ha scelto ancora una volta di affidarsi al 4-3-3 come sistema di gioco di riferimento riuscendo a trovare con continuità le mezzali dietro la linea di pressione degli attaccanti calabresi (e complice l’atteggiamento dei due centrali di centrocampo rossoblù che rimanevano piuttosto bassi a protezione della linea di difesa) e di conseguenza a far avanzare il pallone in modo piuttosto pulito.

In questo senso, prezioso è stato il lavoro di Castagnetti che si è abbassato con continuità in mezzo ai due centrali di difesa costringendo Tremolada, il trequartista del Cosenza, a scegliere in ogni possesso come comportarsi. Il giocatore rossoblù ha deciso di non concedere la superiorità numerica (3 grigiorossi contro i due attaccanti rossoblù) alla Cremonese, seguendo a uomo il regista girigiorosso. Il movimento a smarcarsi delle mezzali ha permesso così di liberare una linea di passaggio piuttosto comoda tra il centrale di difesa e l’interno di centrocampo della Cremonese che poteva ricevere con una certa libertà per poi costruire l’azione offensiva.

La distribuzione nei cinque corridoi verticali però non è stata sempre ottimale, con Gaetano e Valzania (i due esterni offensivi) che tendevano ad entrare molto dentro al campo lasciando poco presidiate le corsie esterne. Questo ha generato superiorità numerica in mezzo al campo e al tempo stesso ha obbligato i tre difensori a scegliere se uscire in marcatura preventiva sugli attaccanti cremonesi o rimanere in posizione, ma ha anche impedito uno sviluppo sulle fasce, come emerge dal basso numero di cross effettuati (il secondo dato stagionale più basso da quando c’è Pecchia).

La Cremonese, in ogni caso, è riuscita a creare molto (quinto dato della gestione Pecchia per numero di tiri effettuati e dato expected Goal* in crescita rispetto alle ultime due uscite) e a sfruttare per i propri attacchi proprio la corsia di destra, come accaduto in occasione del gol di Strizzolo.

Il movimento in profondità delle mezzali ha però fatto sì che i girigiorossi fossero esposti alle ripartenze del Cosenza che ha generato il maggior numero di expected Goal (xG)* da quando il tecnico di Formia è sulla panchina cremonese, anche se al San Vito è maturata la quarta gara consecutiva senza subire gol. I rossoblù si sono resi pericolosi soprattutto nella parte centrale del match, quando la Cremonese non è riuscita a consolidare il proprio possesso palla, come invece avvenuto nella prima mezz’ora (54,5% di media) e nell’ultimo quarto d’ora (60% di media), al netto della traversa di Tiritillo conseguenza però di un calcio da fermo.

I grigiorossi, dunque, devono trovare il giusto equilibrio tra il controllo del pallone e dei ritmi (che avevano però portato ad una scarsa pericolosità offensiva in alcuni match) e la solidità difensiva con uno sviluppo offensivo con le mezzali posizionate così avanti, passando magari da un’occupazione degli spazi (ed in particolare dei corridoi verticali) più omogenea.

Mauro Taino

*Expected Goal (xG): una misura della probabilità che ha un determinato tiro di essere trasformato in gol.

Dati Wyscout S.p.A. (wyscout.com)

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