Vanoli
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Vanoli in emergenza contro
Treviso, ma perennemente
sospesa tra baratro e sogni

Un'immagine della partita di andata

Se era importante prima, figuriamoci adesso.
 Volendo riassumere all’estremo, è questo il mantra con il quale Cremona guarda alla prossima, fondamentale, gara interna contro la De Longhi Treviso.
 Le vittorie contro Trento e Pesaro avevano portato una bella ventata di freschezza, ma il k.o. di Cantù, unito ad un campionato che ogni domenica regala sorprese, ha ributtato la Vanoli nella mischia.

A sette partite dalla fine, Cremona si ritrova in una situazione abbastanza paradossale. Ha la bellezza di cinque squadre alle proprie spalle, un risultato per il quale si sarebbe firmato con il sangue ad inizio stagione. Il problema è che ci sono solo due punti tra la Vanoli e le suddette cinque, gli stessi che separano i biancoblù dalla zona playoff.
 Oltre che paradossale, una situazione decisamente pericolosa, ma tremendamente stimolante, anche e soprattutto perché i ragazzi di Galbiati hanno il destino nelle proprie mani.

Delle sette gare rimanenti quattro saranno in casa e, guarda caso, proprio quelle dove Cremona, almeno sulla carta, ha più speranze di mettere fieno in cascina. 
Treviso, Reggio Emilia, Fortitudo e Brescia al PalaRadi, Sassari, Brindisi e Milano in trasferta. 
Secondo capitan Poeta potrebbero bastare due vittorie per essere tranquilli. 
Pochine forse, ma Cremona se si guarda alle spalle ha una mezza speranza in più che si chiama “scontri diretti”.

Delle cinque dietro infatti, tre soccombono per differenza punti sul doppio confronto, la Fortitudo è 1-0 con il +14 e Reggio deve provare a ribaltare il -29 dell’andata.
 Cavilli matematici a parte, portare a casa i due punti domani, domenica 21 marzo, sarebbe davvero fondamentale, ma occhio alla De Longhi.

Treviso veleggia a quota 20 punti in classifica e se sulla carta non sembra brillare per talento, dalla propria ha una solida guida in panchina e, usando ancora una volta le parole del capitano, “ha cuore, fisico e tattica”. E se è vero che è la peggior difesa della Serie A, non è da sottovalutare il fatto che nelle ultime due vittoriose partite abbia ridotto i punti subiti da 88 a 75.

David Logan (terzo marcatore del campionato a 38 anni) è chiaramente il faro, DeWayne Russell il facilitatore, Sokolowski il cecchino e Mekowulu il martello, ma Menetti ha il grande merito di aver plasmato una second-unit quasi tutta azzurra di grande efficienza aldilà del pedigree.

Se volete un esempio, chiedete alla Fortitudo, che domenica ha dovuto cedere il passo al cospetto di un Vildera da 16 punti con 8/9 al tiro e del 2002 Piccin, lanciato in quintetto al posto dell’infortunato Logan.
 All’andata furono 30′ di sofferenza, con Treviso anche a +17 contro una disattenta Vanoli. Nonostante il career-high ed un quarto periodo da 16 punti di Hommes, a Cremona non bastarono gli ultimi dieci gagliardi minuti per completare la rimonta.
 Esattamente come a Cantù. 
Facciamone tesoro.

Alberto Guarneri

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