La Cremonese ha sfruttato le occasioni da gol e le disattenzioni del Frosinone
Fabio Pecchia nel post partita con il Frosinone si è giustamente preso i 3 punti, ma ha anche sottolineato di aver “lasciato per strada delle cose abbastanza negative”.
In effetti, se il rotondo 4-0 girigiorosso è stato accompagnato da alcuni gesti tecnici pregevoli (il tacco e la suola di Baez, il doppio passo di Buonaiuto), è anche vero che la Cremonese ha faticato più del solito a imporre il proprio gioco.
A fare la differenza, la capacità, di fatto per la prima volta in stagione, di concretizzare al massimo le occasioni create (4 gol con 5 tiri effettuati, ma solo 1,8 expected Goal* generati), complice anche un Frosinone che ha pagato la mancanza di equilibrio e di capacità di lettura preventiva delle situazioni.
La squadra di Pecchia, per quanto paradossale, ha messo in campo una prestazione meno convincente di quanto il risultato possa suggerire.

La percentuale di possesso palla è stata la terza più bassa della stagione (40,21%). La Cremonese ha deciso di ovviare alla maggior intensità nel pressing da parte del Frosinone (8,36 di indice PPDA**) aggirando per vie esterne ed affidandosi poi a passaggi piuttosto diretti per attaccare il Frosinone.

Costruendo sull’esterno, i girigiorossi hanno “stirato” la difesa del Frosinone per poi colpirlo per vie centrali, come testimoniato anche dal basso numero di cross tentati (solo 6, dato più basso da quando siede in panchina l’allenatore di Formia) e dall’efficacia degli attacchi portati per vie centrali, nonostante, in termini di volume, siano stati distribuiti in modo abbastanza uniforme.


Senza palla, la formazione di Pecchia è partita pressando con un’intensità elevata (5,7 di indice PPDA** nei primi 15 minuti) andando a coprire in parità numerica i tre centrali avversari con Ciofani e i due esterni offensivi (che al contempo si preoccupavano di schermare la linea di passaggio verso il “quinto” di centrocampo) e lasciando il trequartista a coprire la ricezione del regista ciociaro.

Col passare dei minuti, però, forse complice il vantaggio ottenuto già al 10’, la Cremonese ha perso efficacia ed intensità nel pressing, facendo registrare complessivamente il dato più alto della gestione Pecchia (9,43 di indice PPDA**).

Inoltre, nonostante il 2-0 sia arrivato da una recupero in una zona abbastanza alta di campo, il numero complessivo dei palloni recuperati nell’ultimo terzo di campo (5) è il più basso dell’era Pecchia e corrisponde solo al 6% di tutti quelli recuperati.

La Cremonese, insomma, finalmente è riuscita a capitalizzare le chance avute e ha volto a proprio vantaggio le disattenzioni che il Frosinone ha commesso, ma al tempo stesso non è riuscita a dare continuità al proprio modello di gioco.
Mauro Taino
* Expected Goal (xG): una misura della probabilità che ha un determinato tiro di essere trasformato in gol.
**PPDA: passaggi concessi per azione difensiva che includono le azioni all’interno degli ultimi 60 metri di campo della squadra che attacca. Più è basso, più l’intensità del pressing è elevata.
Dati Wyscout S.p.A. (wyscout.com)