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Calcio Dilettanti, si
studia la ripartenza
Ma solo per l'Eccellenza

(foto di repertorio)

Il calcio dilettanti? Se ripartirà, lo farà soltanto con l’Eccellenza. Almeno in Lombardia, almeno nei pensieri di Carlo Tavecchio, neo presidente del Comitato Regionale, che intende garantire un ricambio tra retrocessioni e promozioni nel saldo tra Eccellenza e Serie D. Posto che la quarta categoria nazionale sta andando avanti senza grossi intoppi e con un calendario che, per quanto intenso, si mantiene più o meno regolare, la volontà è di poter fare giocare almeno l’Eccellenza, come detto.

Che però è ferma a 6-7 gare disputate, a seconda dei casi, e che, dunque, ricominciando tra il 21 e il 28 marzo – sempre Covid permettendo – non potrà permettersi un torneo intero di andata e ritorno, ma soltanto un girone di andata al termine del quale giocare playoff e playout allargati. Va anche detto che le società, interpellate da Tavecchio, si sarebbero spaccate a metà sulla possibilità di una ripresa: 26 contrari, 24 a favore, una divisione quasi perfetta.

Più netta invece la presa di posizione in Promozione, con la maggior parte dei club contrari alla ripresa. Un pensiero che dovrebbe trovare terreno fertile anche in Prima, Seconda e Terza categoria, anche se queste riunioni devono ancora tenersi, ovviamente in modalità telematica.

Tornando all’Eccellenza, sono due le questioni aperte: giocare e bloccare le retrocessioni, tenendo buone soltanto le promozioni, un po’ come avvenuto lo scorso anno ma giocando questa volta almeno i playoff? E ancora, con quale protocollo ripartire: giro di tamponi rapido pre e post match, come già accade in D? L’idea è questa ma il problema più grande è economico. In serie D l’investimento è fattibile, in Eccellenza solo pochi ci riuscirebbero. Dunque che fare? Al Comitato, ora, e alle società, che saranno nuovamente interpellate, l’ardua sentenza.

Giovanni Gardani

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