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Calcio dilettanti, stop definitivo?
L'ex consigliere Paolo Loschi:
'Temo non ci siano alternative'

"Con questi numeri, e con le decisioni che il Governo sta prendendo relative alle chiusure nei weekend, credo che la stagione 2020-2021 finisca qui. Se ne riparlerà a settembre, cancellando di fatto i campionati partiti ad ottobre 2020 e subito stoppati" spiega il casalasco Loschi.

I campionati di calcio dilettanti 2020-2021? Rischiano di essere già finiti. E questo al di là di come andranno le elezioni convocate il 9 gennaio in Lombardia, dove Carlo Tavecchio sfida Alberto Pasquali per la presidenza e per il post Giuseppe Baretti (in netto miglioramento dopo avere contratto il Covid). L’impressione, infatti, è che la Figc Lombardia abbia le mani legate, dato che dovrà sottostare in qualsiasi caso alle decisioni del Governo. Nei prossimi giorni infatti la politica romana vorrebbe riformulare i criteri legati all’indice Rt per decretare zone arancioni e rosse regionali, ma al contempo vorrebbe istituire zone rosse nei fine settimana sull’intero territorio.

Questo bloccherebbe in automatico gli eventi sportivi dilettantistici, fissati tra sabato e domenica, da tradizione, con i campionati di valenza nazionale che sarebbero così gli unici a rimanere in piedi. E se la serie D continua a scendere in campo e per le Juniores Nazionali e le Primavera si parla di ripresa da metà gennaio, ecco che la fatidica data del 7 febbraio dall’Eccellenza in giù (e nei vari tornei giovanili regionali e provinciali) a questo punto è destinata a rimanere una chimera. Paolo Loschi, consigliere regionale uscente (e dimissionario) per la provincia di Cremona nella Figc Lombardia, pur non rivestendo attualmente alcuna carica, conosce bene i meccanismi che regolano l’organizzazione dei campionati.

E lancia la sua ipotesi, a questo punto molto probabile. “Con questi numeri, e con le decisioni che il Governo sta prendendo relative alle chiusure nei weekend, credo che la stagione 2020-2021 finisca qui. Se ne riparlerà a settembre, cancellando di fatto i campionati partiti ad ottobre 2020 e subito stoppati. Non credo che la Figc Lombardia, al di là di chi vincerà le elezioni, possa fare molto: stiamo parlando di decisioni a livello nazionale e, del resto, anche di una pandemia. Potrebbe essere un’idea, casomai, sfruttare questi mesi per organizzare qualche amichevole, se i numeri lo consentiranno in particolare nei mesi caldi, con il virus tendenzialmente in decrescita: questo vorrebbe dire provare a mantenere almeno il tono muscolare e il ritmo partita, che i soli allenamenti non possono dare”.

Giovanni Gardani

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