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Cremonese, il ritorno di
Alfonso: 'Sentivo di non
aver concluso al meglio'

E’ stato presentato ufficialmente oggi, giovedì 17 settembre, Enrico Alfonso, nuovo portiere della Cremonese e già grigiorosso per due stagioni tra il 2011 e il 2013. “Nel momento in cui si è presentata la necessità – ha esordito il ds Nereo Bonato – abbiamo chiuso subito: c’è stata grande volontà da entrambe le parti e la convinzione che fosse la situazione ottimale per tutti”. Alfonso, classe 1988, ha spiegato: “Da parte mia c’è stato grande stupore, non pensavo di tornare a Cremona. Ci eravamo lasciati un po’ così, con l’infortunio e una partita che mi ha lasciato l’amaro in bocca. Sentivo di non aver concluso al meglio la mia esperienza qui. Sono contento e motivato, voglio prendermi qualche soddisfazione anche in grigiorosso”. “La seconda cosa – ha aggiunto il portiere veneto – che mi ha influenzato è stata la chiacchierata con mister Bisoli: ho sentito la sua voglia e le sue motivazioni”.

Alfonso spiega i motivi della separazione dal Brescia, suo ultimo club: “Non è vero che ho lasciato perché avevo altre offerte, ma non mi trovavo più bene con gli ideali e i rapporti che si erano creati. Quando è arrivata la Cremonese l’ho voluta fortemente, indipendentemente dalle altre offerte ricevute”. Il portiere torna quindi sulla sua prima esperienza in grigiorosso: “So che ambiente è Cremona e credo che le scelte fatte per fare bene siano state azzeccate. Dal canto mio, sono sicuramente maturato. Ho tanta esperienza in più e so dove ho sbagliato, a partire da una certa presunzione. Nel frattempo, però, ho preso tante bastonate sui denti che sicuramente mi sono servite”. “Credo – ha aggiunto l’estremo difensore – che i successi che ho raggiunto coi miei compagni negli ultimi anni, tra campionati vinti e playoff, siano stati un fattore determinante per questa chiamata: cercherò di portare la mia esperienza positiva anche qui”.

Anche Bisoli, come detto, è stato un fattore determinante nella scelta del 32enne: “Ho giocato col figlio e posso dire che è la fotocopia del padre. Ho ritrovato nel mister quello che è Dimitri: molta professionalità e tanta fame. Quello che ha fatto lo scorso anno è sotto gli occhi di tutti, spero si parta da quello. C’è tanta voglia di fare bene, si sta creando un buon gruppo e c’è una buona base. Nelle difficoltà, come nelle vittorie, viene fuori il gruppo, non il singolo. Non dobbiamo essere presuntuosi o pensare di essere bravi per il filotto fatto nel finale della scorsa stagione, anche perché il campionato è difficilissimo e livellato verso l’alto. La nostra rosa è attrezzata per fare buon campionato, poi sta a noi vedere cosa potremo fare e se saremo baciati dalla sorte perché conta anche quella”. Alfonso raccoglierà anche l’eredità di Nicola Ravaglia, con cui ha condiviso lo spogliatoio a Vicenza: “Pensavo ci giocassimo la titolarità, ma non è stato così. In ogni caso il mio percorso non cambia, così come quello che voglio dare alla squadra. Non ho pensato all’eredità, ma solo a me e a dar voce al campo”.

Nella sua prima esperienza tra i professionisti, il portiere veneto ha vestito la maglia del Pizzighettone, terminando le scuole superiori proprio qui a Cremona. Alfonso, in conclusione, ha quindi voluto mandare un messaggio agli studenti cremonesi: “E’ stato un diploma sofferto, prendevo il treno da Ponte d’Adda tutte le mattine per venire a scuola in città. Col senno di poi avrei voluto fare meglio la scuola. Non nascondo che negli ultimi anni mi ha anche toccato il pensiero di iscrivermi all’università. Ora ho appena concluso un corso di inglese, poi chissà: non mi pongo limiti, sia come uomo che come portiere”.

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