Calcio

Fogliazza ribadisce: 'Non so che credibilità potrà avere il campionato, in C tanti saranno in ginocchio'

Cesare Fogliazza, direttore generale della Pergolettese, ha parlato a Radio Sportiva ribadendo la propria posizionie contraria alla ripresa del campionato: “Purtroppo siamo al centro dello tsunami coronavirus che sta investendo tutto il mondo. In merito alla società dico che è stata un’ecatombe. Andrea Micheli, ex presidente, socio della società e mio nipote, è morto a soli 37 anni”.

“Da 45 giorni – ha continuato Fogliazza – stiamo vivendo e camminando nel buio più totale. Tutti i giorni qua è una perdita di amici e conoscenti, è straziante. Lo scenario futuro adesso non c’è, se ieri a Borrelli è scappato che la fase 2 scatterà da metà maggio è tutto dire. Faccio calcio da 39 anni e penso che da parte nostra, quest’anno come ogni altro, c’era l’entusiasmo di fare un campionato di credibilità. Oggi non so che tipo di campionato potrà finire, che credibilità potrà avere. Iniziare gli allenamenti da noi o iniziarli da un’altra parte è diverso. Con che testa i calciatori possono venire ad allenarsi qui, in una zona minata? Vorremmo che fosse finita ieri questa situazione non oggi”.

Il Dg gialloblù, poi, traccia una distinzione netta tra il massimo campionato nazional e il resto del mondo del calcio: “Occorre fare un distinguo, la Serie A la lascerei da parte, ha un’assistenza sanitaria completamente diversa, vivono in un mondo diverso e con interessi diversi. Molte società hanno fatto i tamponi fino a venti giorni fa, io e mio nipote abbiamo dovuto aspettare nove giorni e mio nipote purtroppo è morto”. “In Serie C – conclude – in tanti saranno in ginocchio dopo questa situazione, istituzioni e AIC devono usare il buonsenso. Per una quota di 200 euro vendono anche l’anima, di cosa stanno parlando questi signori? Se non ci fossero presidenti scemi, appassionati, questi signori non sarebbero nulla”.

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