Trieste ultimo atto per Pierluigi Brotto in Vanoli: "È stato un percorso bellissimo"
Il coach biancoblù presenta l’ultima gara stagionale tra emozione, ringraziamenti e una squadra rimaneggiata: "Domenica si chiuderà il cerchio"
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Ultima conferenza stampa di Pierluigi Brotto da allenatore della Vanoli Cremona in vista della trasferta di Trieste per la trentesima e ultima giornata di regular season: “Ultima partita del campionato, ultima partita del mio percorso qui alla Vanoli – esordisce il coach biancoblù -. Una partita ha un significato abbastanza povero dal punto di vista del campionato, perché né noi né Trieste probabilmente abbiamo grandi interessi nel risultato. Per cui mi soffermerei su questo bellissimo anno e mezzo che ho vissuto da capo allenatore, gli anni prima che ho vissuto prima da giocatore e poi da assistente. È stato un percorso bellissimo. Ringrazio la società per l’opportunità, tutti i miei collaboratori, lo staff e soprattutto i giocatori che quest’anno ci hanno permesso di fare un anno che ci ha regalato tante soddisfazioni, la salvezza anticipata e a tratti una bellissima pallacanestro”.
La trasferta di Trieste arriva però in condizioni complicate dal punto di vista fisico. “Tre o quattro giocatori della squadra hanno avuto problemi durante la settimana, per cui abbiamo avuto una settimana molto difficile. Penso che noi andremo in campo domenica perché io chiederò alla squadra di stare ancora insieme come gruppo e di provare ad avere un pomeriggio piacevole da un punto di vista di pallacanestro. Molto spazio ai giovani. Galli, poi forse anche qualcun altro che non ha mai visto il campo. Ad oggi abbiamo tre o quattro defezioni importanti e quindi dovremo capire con chi scenderemo in campo”.
Quando gli viene chiesto se abbia già pensato all’ultimo discorso alla squadra, Brotto si ferma un attimo: “Probabilmente l’ho già fatto domenica. Non so cosa devo dire, semplicemente un grazie come ho detto a tutti. Grazie anche a voi – e si rivolge alla stampa presente – che mi avete accompagnato in quest’anno e mezzo. È stato veramente tutto molto emozionante, bello, vissuto fino in fondo”.
Nel bilancio personale torna anche il rapporto con Andrea Conti e l’identità costruita negli anni. “Ho provato a dare identità e a seguire l’identità di Cremona. Con Andrea Conti abbiamo avuto quest’intuizione di prendere giocatori che si potessero sposare al progetto, che si potessero sposare all’idea di Vanoli Family. Secondo me ci siamo riusciti. Domenica si chiuderà il cerchio e sarà un grande grazie a tutti”.
Inevitabile anche un passaggio sul momento che sta vivendo il club e più in generale il basket italiano. “Secondo me dobbiamo prendere atto di come stanno andando le cose. Di più non posso fare, nel senso che fare un commento risulta veramente complicato“.
Poi uno sguardo personale sul proprio percorso da capo allenatore. “Sono cambiato perché ho imparato a metterci la faccia. Prima ero più orientato ad assistere. Essere in prima persona chiamato a prendersi responsabilità mi ha portato a ragionare sulle cose che secondo me potevano funzionare. Penso di aver preso consapevolezza delle mie idee sul campo e su come organizzare le cose. Vi confesso che ho molti appunti su come poterle migliorare. Sicuramente ho fatto delle cose positive ma ne ho fatte anche tante di sbagliate che dovrò rivedere nel mio futuro da capo allenatore”.
Alla domanda su cosa si porterà via fisicamente da Cremona, Brotto sorride. “C’è tanta roba qui. Tutto il lavoro di scouting, le idee che ho messo giù durante l’anno. Dovrò fare un bello scatolone e portarmelo a casa. Poi con calma ripassarlo tutto e fare sintesi delle idee che mi voglio portare dietro”.
Infine il pensiero alla famiglia. “Abbiamo avuto la fortuna di stare tanti anni qui a Cremona e questo è già un vantaggio. Però sanno che faccio questo lavoro e che prima o dopo sarebbe arrivato il momento di voltare pagina. Ci portiamo dentro tanti ricordi positivi e tanta felicità nell’averlo vissuto”.