Galli, De Gregori e Zanchetta:
tre giovani nel roster Vanoli
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C’è un momento, per chi sogna la Serie A, in cui il parquet smette di essere solo un obiettivo e diventa casa. Per Filippo Galli, cresciuto nel vivaio Vanoli, quel momento è arrivato. Con lui, anche Simone De Gregori e Alberto Zanchetta, giovani pronti a condividere il percorso tra prima squadra e settore giovanile. Tre storie diverse, ma un’unica direzione per crescita attraverso il lavoro. La Vanoli Basket Cremona li ha presentati ufficialmente nella sede di Padania Acque, alla presenta del presidente Cristian Chizzoli, dell’amministratore delegato Alessandro Lanfranchi e del general manager della Vanoli, Andrea Conti.
Nel suo intervento iniziale, Andrea Conti ha voluto sottolineare i percorsi dei tre ragazzi: Filippo Galli, classe 2005, “è un prodotto del nostro settore giovanile a 360 gradi – ha detto, dopo il percorso fino all’Under 19 d’eccellenza, ha trascorso l’ultimo anno negli Stati Uniti, e oggi rientra a Cremona da giocatore a tutti gli effetti, con grandi margini di miglioramento”. Simone De Gregori, proveniente da un’esperienza a Mestre, sarà a disposizione della prima squadra per gli allenamenti e il doppio utilizzo con la Sansebasket nella Serie B Interregionale e l’Under 19. Alberto Zanchetta, classe 2006, arriva dalla Reyer Venezia e sarà anche lui tra i protagonisti della formazione giovanile, con un ruolo da aggregato alla Serie A.
Filippo Galli ha raccontato l’anno trascorso in America come un’esperienza formativa sotto ogni punto di vista: “È stata un’esperienza incredibile sia a livello umano che cestistico. Ho visto cose nuove, mi sono confrontato con culture diverse. È un basket completamente diverso: più veloce, più fisico, molto atletico. Ho trovato giocatori di altissimo livello, di interesse nazionale negli Stati Uniti. Sono migliorato molto su fisicità, atletismo e anche tecnica. Ero già stato aggregato alla prima squadra, ma essere inserito in modo stabile ha un altro significato. Sono molto legato a questa società: ho iniziato con il minibasket qui. Questo è sempre stato il mio sogno”.
Simone De Gregori: “Vengo da una stagione a Mestre in B Nazionale, dove ero aggregato anche lì alla prima squadra, e giocavo in Under 19 Eccellenza. È stata una stagione dura, ma mi ha fatto crescere. Sono felice di essere a Cremona. Credo di essere arrivato a un livello in cui posso far vedere il mio valore, tra prima squadra, giovanili e Serie B Interregionale”.
Alberto Zanchetta, classe 2006, ha raccontato: “Vengo da cinque anni con la Reyer Venezia. L’ultima stagione l’ho giocata a Jesolo in B2. Un’esperienza che mi ha formato molto. Sono arrivato qui quasi all’ultimo, ma sono felicissimo di essere alla Vanoli. Allenarmi ogni giorno con una squadra di Serie A mi dà modo di lavorare su tanti dettagli. L’ambiente è caloroso, sento che questa esperienza potrà essere importante per me”.
Per Filippo Galli, essere oggi parte stabile della prima squadra della Vanoli non è un traguardo qualsiasi, ma il coronamento di un percorso iniziato da bambino proprio con il minibasket biancoblù: “Penso che per un ragazzo che inizia sia un sogno. Poi pian piano che vai avanti magari vieni inserito, magari le giovanili vanno bene, vieni inserito a fare l’aggregato. Qualche anno, diciamo, lì è un po’ più tangibile. Però alla fine posso dire che non è la stessa cosa, come se fossi andato a giocare da un’altra parte, perché sono molto legato a questa società, a questo ambiente di famiglia. E penso che non ci sia niente di meglio di questo“.
I tre ragazzi hanno risposto anche su obiettivi e caratteristiche tecniche.
Simone De Gregori: “Caratteristiche sul campo? Direi la fisicità e l’affiatamento nel gioco, la voglia di mettersi in mostra. Il coach mi sta chiedendo principalmente di difendere, per aiutare anche i compagni a crescere e a ritrovare un livello da stagione regolare durante questa fase di pre-season. Mi chiede di andare a rimbalzo, di metterci tutta la fisicità possibile, e la voglia… tutta quella immaginabile”.
Alberto Zanchetta: “Le mie caratteristiche possono essere il tiro da tre punti, che mi riesce piuttosto bene, e magari anche la capacità di giocare bene con la squadra. In questi allenamenti il coach a tutti noi giovani sta chiedendo un grande impatto in difesa. Quindi di metterci voglia, impegno nel difendere, che in questa fase del gioco è probabilmente la cosa più importante. E anche in attacco, ci dice di non essere timidi. Ovviamente senza strafare, ma prendersi i propri tiri quando se ne ha l’opportunità”.
Filippo Galli: “Per quanto riguarda me, penso che un mio punto di forza sia la versatilità: potendo giocare più ruoli e difendere su più ruoli. Coach Brotto, per quanto mi riguarda, è abbastanza… diciamo, pretenzioso, come è giusto che sia, però dà richieste semplici ai suoi giocatori. Abbiamo impostato un basket molto semplice per ora, quindi non sono in difficoltà. Ci dà tanta libertà. Io sono qui per dare il cento per cento quando mi viene richiesto. Sono pronto e tutto quello che arriva si prende”.
Tra i compagni che più li stanno aiutando: “Veronesi, che gioca nel mio ruolo – ha detto Fillippo –. Ma sto avendo anche un grande aiuto da Christian Burns che vabbè è il veterano della squadra e cerca di dare una mano a tutti, è sempre disponibile”. Simone ha indicato Sasha Grant: “Mi aiuta molto dentro e fuori dal campo, mi aiuta a restare concentrato e capire bene cosa fare”. Alberto ha risposto: “Al Durham mi dà tanta carica, mi tratta come un suo pari. Questo fa la differenza”.
E sull’inglese in spogliatoio, tra sorrisi: “Nessun problema. Io ho fatto il liceo linguistico” ha detto Alberto, “Con gli americani faccio fatica quando parlano velocemente, ma poi capisco tutto” commenta Simone, mentre Filippo, dopo l’anno in Usa risponde “No problem” con un sorriso.
“Vorrei scindere il discorso del settore giovanile da quello della prima squadra – aggiunge Andrea Conti. I risultati parlano per noi. È brutta la parola ‘prodotto’, ma negli ultimi anni abbiamo cresciuto tanti ragazzi di interesse nazionale. Vecchiola gioca alla Juvi in A2, ed è un nostro prodotto. Abbiamo ragazzi che quest’anno hanno finito il percorso giovanile e andranno a giocare in B Nazionale. Quindi abbiamo tanti giocatori che escono dal nostro settore giovanile, e per noi che investiamo parecchie risorse – la parola giusta è proprio investimenti – è fondamentale. Abbiamo una foresteria, otto ragazzi, allenatori professionisti. C’è un percorso che chiediamo ai ragazzi di alto livello, sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista organizzativo, dando loro la possibilità di crescere. E poi c’è il discorso prima squadra, che quest’anno ci vede forse con una delle squadre più giovani. A parte Chris Burns, il nostro capitano, che alza l’età media, siamo una squadra molto giovane, molto fresca. La scelta è dovuta sicuramente al fatto che la storia parla per noi: noi diamo l’opportunità a giovani giocatori di mettersi in mostra, di migliorarsi e poi di spiccare il volo. È il nostro credo”.
Cristina Coppola