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Un anno dopo l’argento di Parigi
Giacomo Gentili rema verso la Cina

Una immagine del quadruplo di Gentili a Parigi 2024

Il 31 luglio di un anno fa, sul bacino olimpico di Vaires-sur-Marne, Giacomo Gentili tagliava il traguardo con il quadruplo azzurro dietro all’Olanda, conquistando l’argento olimpico. Un risultato straordinario per l’atleta cremonese cresciuto in Canottieri Bissolati che già a Tokyo aveva inseguito il podio a cinque cerchi.

L’immagine di quella barca che volava leggera verso l’argento resterà impressa in chi ama il canottaggio e conosce Giacomo e la determinazione con cui ha voluto e conquistato quella medaglia. La seconda istantanea raffigura il podio e le lacrime che scivolavano fra il sale della fatica e la gioia di aver conquistato il titolo di vicecampione olimpico con Andrea Panizza, compagno e amico di sempre, Luca Rambaldi e Luca Chiumento.

Gentili ha raccontato spesso le emozioni di Parigi e quei fotogrammi quando la barca taglia il traguardo e la voce metallica dello speaker che pronuncia l’“Italy” del secondo posto, con dettagli che anche a distanza di mesi restano nitidi, l’abbraccio dei compagni, la gradinata tricolore che lo incita, con la sua famiglia in prima fila, la festa degli amici di Malagnino.

“Il ricordo più bello della medaglia di Parigi – racconta Giacomo – ovviamente è l’arrivo sul pontile con tutti i miei familiari e tutti i miei migliori amici che sono venuti a trovarmi e sicuramente da quel momento in poi si è aperta una strada e un una mentalità diversa per la soddisfazione di un sogno finalmente realizzato. Intorno avevo tutte le persone a me più care, quindi quello sicuramente è il ricordo più bello, unito alle cene e alle feste tutti assieme. È stata una gioia infinita”.

Dodici mesi dopo, la cronaca ci restituisce un’immagine molto diversa di Giacomo Gentili, nella quiete di Piediluco, quartier generale della nazionale, per lavorare con l’obiettivo di confermarsi ai Mondiali in programma a fine settembre a Shangai in Cina.

“La medaglia mi ha cambiato in positivo credo, ma per alcuni tratti anche in negativo, perché quando ti soddisfa così un risultato – prosegue il campione cremonese -, devi ritrovare quella fiamma e cercare nuovi risultati non è facile. In positivo mi ha cambiato perché ho più coscienza di me stesso e finalmente son riuscito a soddisfare un sogno che inseguivo da una vita, quindi una felicità interiore pazzesca“.

Uno spirito che anima anche il collegiale umbro, dove il quadruplo (ossatura per ora confermata per almeno tre quarti) cerca gli ultimi centesimi di perfezione per presentarsi in Cina con ambizioni intatte. Lo Shanghai Water Sports Centre, fondato nell’agosto del 1983 con 2 campi artificiali lunghi 2.250 metri collegati allo specchio d’acqua naturale del lago Dianshan, sarà il palcoscenico di una competizione in cui l’Italia proverà a difendere il prestigio conquistato nella stagione olimpica.

“Il prossimo obiettivo – conclude il bissolatino delle Fiamme Gialle – è diventare un atleta migliore, ogni anno e in ogni percorso e vedere quale sia la strada migliore per Los Angeles, e ogni anno porsi nuovi obiettivi che è sempre la cosa più difficile ma anche quello che porta alla crescita e alla maturità dell’atleta”.

L’obiettivo è chiaro: confermare il quadruplo tra le barche di riferimento del panorama internazionale, difendendo il prestigio conquistato in Francia e lanciando un messaggio in direzione Los Angeles 2028.
Cristina Coppola

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