Dopo la Fiorentina è tempo di scelte coraggiose
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Non è bastato l’ennesimo cambio di modulo per aiutare la Cremonese a fare punti contro la Fiorentina. Nelle 10 gare in cui Davide Ballardini è stato alla guida dei grigiorossi ha utilizzato 5 sistemi di gioco differenti.
Contro la Viola, Ballardini è tornato al 3-5-2 delle primissime uscite, rinunciando al tridente e lanciando Galdames in cabina di regia, alla prima da titolare. Non ha funzionato: anche perché la vulnerabilità della Fiorentina stava soprattutto nella costruzione dal basso che, se pressata, poteva aprire chance ai girigiorossi.
Se la chance più grande (quella di Okereke) è arrivata in contropiede, i momenti migliori in termini sia difensivi che offensivi la Cremonese li ha mostrati aggredendo alta e in avanti. Un modo di giocare in cui i grigiorossi si sono mostrati maggiormente a loro agio e che porta benefici nel momento in cui la risalita del campo appare difficoltosa.
Il ritorno al 3-4-1-2 ha riaperto in qualche modo la finestra sull’esperienza Alvini. Anche perché la transizione dai principi di gioco del tecnico di Fucecchio a quelli di Ballardini, pur con le attenuanti del caso (pochi giorni di mercato per incidere sulla politica dei trasferimenti, molte partite ravvicinate), a due mesi dall’insediamento del nuovo allenatore ancora non è stata completata appieno.
Oggi comunque la Cremonese è molto diversa: meno arrembante, più accorta e duttile, ma comunque fragile e poco efficace sottoporta. Non c’è solo un aspetto tattico naturalmente, anche di atteggiamento, come sottolineato dall’allenatore grigiorosso nella conferenza stampa post partita, ma spesso i due aspetti vanno di pari passo.
Il numero di tiri finale incoraggia (12-10 a favore della Cremonese, di cui 3-4 in porta), ma va contestualizzato: al 66’ – quando la Fiorentina ha iniziato ad accusare le fatiche di coppa ed è entrata in gestione mentre la squadra di Ballardini ha provato ad essere più aggressiva e offensiva – i grigiorossi avevano provato 4 conclusioni a fronte delle 9 dei toscani.
La gara con la Fiorentina (prossima avversaria anche in Coppa Italia), in ogni caso, può essere utile per capire come impostare gli ultimi mesi di questa stagione. Se lo Spezia appare lontano in classifica e anche il Verona ha messo un ulteriore tassello, la sfida per la Cremonese è quella di trovare una propria continuità tattica e di atteggiamento, raccogliendo e valorizzando quel che di buono è stato espresso finora per incanalarlo su un sentiero chiaro. Auspicandosi che possa condurre alla salvezza.
mt