Cremonese

Il Brescia ha avuto fiducia nel suo piano gara

(foto Sessa)

All’84’ Pajac ha la palla sulla trequarti nel mezzo spazio di sinistra. Un compagno occupa il corridoio laterale mancino, all’interno dell’area c’è una situazione di 3 contro 3 con Okoli che marca Moreo, mentre alle spalle di Valeri ci sono – liberi – Bertagnoli e Spalek. Pajac mette al centro, Bianchetti prolunga la sfera che arriva sui piedi proprio di Spalek che controlla e firma la rete che ha deciso il derby tra Brescia e Cremonese.

Nell’occasione, l’esterno alto (Baez) si preoccupa di coprire l’ampiezza, mentre Sernicola rimane indeciso se uscire sul pallone o rientrare in area nella linea di difesa. Un’incertezza dovuta anche al mal posizionamento del centrocampo con Bartolomei in posizione di regista e Fagioli troppo vicino al compagno nel corridoio centrale, mentre Valzania non si accorge della parità numerica all’interno dell’area e non scende sulla linea dei difensori.

L’azione del gol di Spalek

Una situazione – quella del cross dalla sinistra di Pajac – ricorrente durante il corso del match. E’ stato questo il grimaldello predisposto da Inzaghi che ha scelto di attaccare la Cremonese spostando rapidamente il pallone sull’esterno per poi attaccare l’area in parità numerica, come accaduto anche al 20’, quando sul traversone di Pajac non arriva nessuno.

Il cross di Pajac al 20′

Il Brescia ha dunque saputo insistere in quello che era il piano-gara approntato per affrontare la Cremonese, fatto di un possesso palla superiore (55,4% totale, 59% nel primo tempo) che è riuscito anche a eludere un pressing non efficace e intenso come al solito da parte della squadra di Pecchia, soprattutto nel primo tempo (14,9 di indice PPDA** nei primi 45′ per i grigiorossi).

La Cremonese in ogni caso, è riuscita a creare di più rispetto agli avversari: 11 tiri a 8 – 2 nello specchio per entrambe -, 1.85 expected Goal (xG)* a 0,62, ma circa la metà degli xG* (0,76) prodotti si possono riassumere nel rigore fallito da Ciofani.

Il rigore fallito da Ciofani (foto Sessa)

Le Rondinelle hanno però saputo avere la forza di non abbandonare la propria strategia e l’importanza della corsia mancina è testimoniata dal fatto che il 98% degli xG* è stata generata con attacchi da quel lato.

Al contrario, la formazione di Pecchia ha scommesso sulla sua capacità di resistere agli attacchi avversari (concedendo effettivamente poco), ma ha fallito il colpo per passare in vantaggio sia con la doppia occasione di Di Carmine che con il penalty di Ciofani venendo poi punita da una situazione a cui non è riuscita a trovare contromisure abbastanza efficaci durante i 90’.

Mauro Taino

*Expected Goal (xG): una misura della probabilità che ha un determinato tiro di essere trasformato in gol.

**PPDA: passaggi concessi per azione difensiva che includono le azioni all’interno degli ultimi 60 metri di campo della squadra che attacca. Più è basso, più l’intensità del pressing è elevata.

Dati  Wyscout S.p.A. (wyscout.com)

© Riproduzione riservata
Caricamento prossimi articoli in corso...