Calcio

Addio a Sandro Mazzola: il mito della Grande Inter e della Nazionale si è spento a 84 anni

L’ex fuoriclasse nerazzurro e azzurro è morto nella notte. Figlio del capitano del Grande Torino Valentino, ha legato l’intera carriera a un’unica maglia, scrivendo pagine indelebili della storia del calcio italiano. Ha giocato con il cremonese Aristide Guarneri

Sandro Mazzola
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Il mondo del calcio italiano piange uno dei suoi simboli più luminosi e autentici. Si è spento nella notte Sandro Mazzola, leggenda della Grande Inter del mago Herrera e del cremonese Aristide Guarneri e della Nazionale, che il prossimo 8 novembre avrebbe compiuto 84 anni. Se ne va un fuoriclasse universale, una bandiera d’altri tempi e il custode di una dinastia calcistica senza eguali, capace di trasformare il peso di un cognome leggendario in una stella polare di talento ed eleganza.

Nato a Torino l’8 novembre 1942, Sandro aveva appena sei anni quando perse il padre, Valentino Mazzola, capitano e simbolo indiscusso del Grande Torino, tragicamente scomparso nella sciagura di Superga del 1949. Cresciuto insieme al fratello minore Ferruccio sotto il segno di un’assenza così ingombrante, Sandro seppe raccogliere quell’eredità immensa con straordinaria forza interiore. Scoperto dall’ex attaccante nerazzurro Benito Lorenzi, dopo aver coltivato anche la passione per la pallacanestro, approdò giovanissimo nel settore giovanile dell’Inter, muovendo i primi passi nel calcio che conta sotto la guida saggia di Giuseppe Meazza.

Sandro Mazzola con la maglia della “sua” Grande Inter

Da quel momento, la sua parabola umana e sportiva si fuse indissolubilmente con i colori nerazzurri. Con la maglia dell’Inter, club in cui militò per 17 stagioni collezionando 565 presenze ufficiali e 158 gol, Mazzola ha scritto la storia. Sotto la guida sapiente di Helenio Herrera, che seppe modellarne il talento ibrido tra la seconda punta, la mezzala e il trequartista – un numero 8 e un 10 fusi nello stesso giocatore –, divenne il fulcro e l’emblema della “Grande Inter” degli anni Sessanta. In nerazzurro, dove giocò insieme al difensore cremonese Aristide Guarneri, ha conquistato quattro scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali, incarnando alla perfezione il valore della fedeltà sportiva. Una sola maglia, un solo grande amore, sintetizzato perfettamente da una delle sue frasi più celebri: “L’Inter non è soltanto una squadra, è una parte della mia vita”.

Anche con la maglia azzurra della Nazionale, Mazzola ha lasciato un segno indelebile. È stato il volto di un’epoca e protagonista di pagine epiche, come la celebre e discussa “staffetta” con Gianni Rivera che infiammò il cuore dei tifosi italiani tra milanisti e interisti. Con l’Italia e con il cremonese Guarneri ha trionfato agli Europei del 1968 ed è stato tra i grandi trascinatori nella memorabile corsa verso la finale del Mondiale del Messico nel 1970, passando attraverso la leggendaria semifinale contro la Germania Ovest passata alla storia come la “Partita del Secolo”.

Il ricordo dell’Inter racchiude perfettamente la grandezza del campione: “Sandro Mazzola è stato uno dei più grandi calciatori della storia. Non solo di quella nerazzurra. Lui è stato la storia dell’Inter: ci è entrato da ragazzino e non ci è più uscito. Sulle spalle un fardello pesante, il ricordo di un papà che pareva invincibile”.

 

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