Juvi Ferraroni

Juvi, coach Bechi: "Non ci vogliamo fermare. Siamo umilmente motivati e determinati"

L'allenatore della Ferraroni alla vigilia del secondo turno dei play-in ad Avellino che vale l'accesso ai playoff: "Andremo a giocarci le nostre chance in trasferta"

Coach Luca Bechi in conferenza stampa
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Dopo la strepitosa vittoria per 59-56 contro la Reale Mutua Torino, la Ferraroni Juvi Cremona è pronta a scendere in campo per il secondo turno dei play-in di Serie A2. Domenica alle ore 18 la squadra di coach Luca Bechi sarà impegnata nel caldissimo Pala Del Mauro contro Avellino. Una sfida secca, con in palio un posto nei playoff. La vincente, infatti, andrà ad affrontare nei quarti di finale la Fortitudo Bologna.

Alla vigilia della trasferta, il coach della Ferraroni Juvi Cremona Luca Bechi ha presentato la sfida in conferenza stampa: “Siamo arrivati fino a questo punto con un percorso virtuoso, siamo stati bravi a crescere durante la stagione e adesso non ci vogliamo fermare. Siamo umilmente motivati e determinati, perché umiltà e coesione di squadra, assieme allo spirito di sacrificio, non devono mai mancare, soprattutto in queste partite. Ci dovrà essere grande voglia di raggiungere un risultato importante tutti insieme. Questa è la nostra identità da sempre, dal primo giorno della stagione. Dobbiamo soltanto continuare su questa strada, ripetendo le partite buone che abbiamo giocato, come qualità difensiva e offensiva, ma soprattutto come coesione. Andremo a giocarci le nostre chance in trasferta”.

Lo scorso 4 aprile, nel finale di regular season, la Juvi è già stata capace di battere a domicilio Avellino. Che cosa servirà per ripetere l’impresa?
“Avellino è una squadra totalmente cambiata rispetto all’inizio della stagione, ma è cambiata anche durante il campionato e rispetto all’ultima partita che hanno disputato contro di noi. Fondamentalmente è stato inserito Francis, cambiando quindi assetto, inoltre non ci saranno più Mussini e Dell’Agnello. Si tratta quindi di una squadra che oggi ha degli equilibri diversi e, di conseguenza, da parte nostra sarà necessaria un’interpretazione totalmente diversa della partita”.

Come ci si prepara in così pochi giorni e che cosa ha detto ai suoi giocatori in vista della sfida contro Avellino?
“Ai miei giocatori ho detto che dovremo giocare di squadra. Per 40 minuti la squadra dovrà venire prima di tutto, non ci dovranno essere momenti di egoismo, perché l’egoismo indebolisce la squadra. Questo è l’approccio mentale che dovremo avere. Dal punto di vista tecnico e tattico, invece, con soli due giorni di lavoro a disposizione c’è poco da fare”.

Come sta la squadra?
“La situazione fisica in generale è buona. Il morale, ovviamente, è buonissimo, eccezionale. Non ci sono problemi da segnalare riguardo le condizioni della squadra”.

Ha sentito qualcuno della Fortitudo Bologna che seguirà con interesse la vostra partita contro Avellino?
“Non ho sentito nessuno, ma immagino che la Fortitudo guarderà con assoluto interesse la nostra partita ad Avellino, considerato il fatto che l’avversaria di Bologna nei quarti dei playoff sarà la vincente della nostra sfida di play-in. Per noi questa partita è vitale ed è fondamentale pensare una partita alla volta, perché fare altro non ha senso, visto che è obbligatorio vincere per poter pensare al futuro. Siamo assolutamente concentrati sul presente”.

Che partita si aspetta?
“Mi aspetto una battaglia sportiva. E’ ovviamente giusto così, è successo questo anche in occasione della sfida vinta contro Torino nel primo turno dei play-in. Noi siamo pronti, coesi e allineati per affrontare l’impegno”.

Quali sono le qualità del gruppo di quest’anno, che è riuscito ad arrivare a risultati importanti e a giocarsi addirittura il possibile accesso al tabellone dei playoff?
“Il nostro è un gruppo molto unito e affamato. Dal punto di vista individuale, i nostri sono tutti ragazzi che hanno voglia di raggiungere obiettivi più elevati rispetto a quanto già fatto durante la loro carriera. L’insieme delle motivazioni individuali porta una motivazione generale di squadra. Più in alto va la Juvi, più in alto va ognuno dei singoli componenti della squadra”.

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