Basket

Juvi all'assalto dei playin: Ruvo di Puglia, avversario da non sottovalutare

La Juvi si prepara ad affrontare Ruvo di Puglia per conquistare la certezza dei playin. La squadra è motivata, nonostante le assenze e un avversario pericoloso

Salvi e padroni del proprio destino. Esiste forse una situazione migliore per provare a sognare? La Juvi domenica torna in campo (palla a due alle 17 al PalaColombo) per regalarsi un’altra certezza matematica, stavolta quella un po’ più succulenta dei playin. Sulla strada degli oroamaranto ci sarà Ruvo di Puglia, penultima e nel mezzo di una striscia di 5 sconfitte consecutive, già certa dei playout da alcune giornate. Un avversario dunque alla portata, ma come tutti da non sottovalutare, a maggior ragione se nelle proprie fila può annoverare Russ Smith, che circa un annetto fa aveva fatto entrare la Juvi nella storia dalla parte sbagliata timbrandone 50 (cinquanta) in gara 3 dei playout con la maglia di Nardò.

Pericolo pubblico numero uno, ma la difesa gigliata ha già dimostrato di poter disinnescare parecchie bombe ad orologeria, con la coppia di artificieri Allinei-La Torre (ex della gara insieme a Bernardo Musso) pronta ad affilare gli arnesi anche contro il rookie Pierre Brooks, l’altro punto di riferimento dei pugliesi. Ancora una volta si riparte dalla metàcampo difensiva, cercando di imporre il ritmo e mettendo presenza e fisicità sotto i tabelloni.

Per quanto fosse un avversario incerottato, la rullata rifilata a Roseto ha dimostrato come la pancia oroamaranto sia tutt’altro che piena, a maggior ragione alla luce di un’infermeria che non stava dando grandi notizie. A proposito di convalescenti, ci sono speranze di rivedere sul parquet Kadeem Allen e soprattutto Vittorio Bartoli, sul quale aleggia un cauto ottimismo anche se la decisione verrà presa solo prima della palla a due.

Più forti anche delle assenze, ma per farlo ci è voluto un ulteriore step da parte di tutti, in particolare di un Tommaso Vecchiola che proprio nel momento del bisogno ha mostrato la miglior versione di sé stesso, con una prestazione da 19+6+9 per 33 di valutazione, mettendo a referto un impressionante 6/6 da tre e ritoccando diversi record personali.

Si chiamano fame e voglia di dimostrare, caratteristiche che hanno accompagnato gli oroamaranto per tutto il girone di ritorno e che sarebbe un peccato smarrire proprio ora. Tuttavia questa Juvi ha ormai un’identità forte, da squadra che – a parte un paio di fisiologiche giornate storte – di certo non si scioglie davanti alle prime difficoltà.

E’ l’ultimo chilometro, con l’acido lattico che si fa sentire ma con il traguardo a portata di mano. Basta una vittoria (o una sconfitta di Mestre, impegnata in casa contro Livorno) per mettere una spunta sul secondo obiettivo stagionale e per evitare di dover rimandare tutto allo scontro diretto della prossima settimana proprio contro la Gemini, che all’andata ebbe la meglio 75-70. Testa sgombra ma “focused”, come dicono quelli bravi. Così, tutto diventa possibile.

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