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"Dentro le Olimpiadi Milano Cortina": presentato il libro di Paolo Corvo al Cr2 Sinapsi

Si inserisce nel percorso "Aspettando il PAF 2026", ciclo che anticipa la nuova edizione del Porte Aperte Festival in programma a Cremona dal 4 al 7 giugno

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Il racconto di un evento che ha portato grandi soddisfazioni al nostro Paese, ma anche – e soprattutto – una riflessione sui valori che stanno alla base dello sport e del vivere comune.
È un mix di saggi, contributi e considerazioni “Dentro le Olimpiadi e Paralimpiadi Milano Cortina 2026″, il nuovo volume scritto dal docente di sociologia Paolo Corvo, presentato nella sala conferenze del Centro CR2 Sinapsi di Fondazione Occhi Azzurri a Cremona.

All’incontro hanno partecipato, oltre all’autore, anche il nuotatore paralimpico cremonese Efrem Morelli; a moderare il dibattito il professore ed ex sindaco Gianluca Galimberti.
Per il pubblico presente è stata l’occasione per fermarsi e riflettere sui mesi appena trascorsi, con un focus sui diversi temi legati all’esperienza olimpica e paralimpica: dall’organizzazione agli aspetti più sensibili come la parità di genere, la disabilità, la pace olimpica e il ruolo fondamentale del volontariato.

«Cerchiamo di parlare delle Olimpiadi – spiega il professor Corvo – e dell’ottima organizzazione che il nostro Paese è riuscito ad assicurare. Turisti e atleti sono rimasti molto impressionati dalla qualità dell’organizzazione, della sicurezza e anche del cibo, elemento molto apprezzato. Al di là del fatto che non ci sia stata una vera tregua olimpica, giovani provenienti da tutto il mondo si sono confrontati rispettando delle regole: credo che questo sia l’esempio di come un altro mondo sia possibile».

Il volume raccoglie contributi di diversi studiosi. «Insieme a colleghi della sezione italiana di sociologia dello sport e ad esperti di turismo e marketing – aggiunge l’autore – abbiamo cercato di entrare, come suggerisce il titolo, “dentro” le Olimpiadi. Il libro contiene anche alcune previsioni, quasi tutte confermate, elaborate dal capo ufficio stampa della FISI Max Vergani. C’è un mio saggio dedicato all’hockey su ghiaccio, uno sport che aggrega molto nei territori di montagna ma non solo. Ampio spazio è riservato inoltre alle Paralimpiadi, perché gli atleti paralimpici rappresentano un esempio per tutti».

Corvo sottolinea inoltre l’importanza del linguaggio e della comunicazione: «Sono prima di tutto atleti, ed è fondamentale che anche gli operatori dell’informazione lo tengano presente. Il mio auspicio è che in futuro non esistano più Olimpiadi e Paralimpiadi separate, ma un unico grande evento».
Emergono poi con forza i valori educativi dello sport. «Lo sport è impegno, sacrificio e capacità di riconoscere l’altro. In un’epoca fortemente individualizzata, soprattutto negli sport di squadra hai bisogno degli altri: impari anche a perdere. La sconfitta non è un fallimento, ma un’occasione per capire cosa non ha funzionato e ripartire. Il valore educativo dello sport è quindi centrale anche sul piano sociale, perché crea identità, appartenenza e integrazione».

L’incontro si inserisce nel percorso “Aspettando il PAF 2026“, ciclo di appuntamenti che anticipa la nuova edizione del Porte Aperte Festival, in programma a Cremona dal 4 al 7 giugno.

Anche la scelta della sede della presentazione non è stata casuale.
«Il grande valore aggiunto di ospitare questo evento – afferma Filippo Ruvioli, presidente dell’associazione Occhi Azzurri – è la possibilità di valorizzare la missione del centro, che non consiste solo nell’offrire percorsi di cura alle persone fragili, ma anche nell’essere uno spazio culturale capace di stimolare riflessione. Questi eventi permettono di far conoscere il centro, il lavoro che svolgiamo e le persone di cui ci occupiamo».

Ruvioli conclude sottolineando l’importanza dell’apertura alla città: «È fondamentale che i cittadini di Cremona e non solo percepiscano questo luogo come un’opportunità per conoscere realtà spesso poco note e talvolta stigmatizzate. Avvicinarsi significa superare paure e pregiudizi e offrire un sostegno concreto a tante famiglie, anche attraverso iniziative che esulano dall’ambito strettamente sanitario o sociosanitario».

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