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Acque gelide, Corsini: "A Oulu ho nuotato nel ghiaccio pensando al record"

La piscina nel ghiaccio, temperatura a –0,5 gradi, oltre duemila atleti da tutto il mondo. Alessandro Corsini racconta i tre ori e il record mondiale in Finlandia

Il servizio di CR1
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L’acqua segna –0,5 gradi, intorno solo neve e ghiaccio. A Oulu, nel nord della Finlandia, la piscina dei Winter Swimming World Championships non è una vasca costruita in un impianto sportivo: è uno spazio scavato direttamente nel ghiaccio, in uno degli scenari più estremi del nuoto mondiale. Lì l’atleta master della Baldesio, Alessandro Corsini ha firmato un’impresa straordinaria: tre medaglie d’oro nello stile libero e il record del mondo nei 100 metri.

La vasca è stata ricavata tagliando il ghiaccio e i blocchi estratti per creare la piscina sono stati poi riutilizzati per costruire le strutture delle saune degli atleti, vere e proprie architetture di ghiaccio che ricordano moderni igloo, fondamentali per permettere il recupero dopo le gare. Intorno alla piscina, un paesaggio completamente bianco, con oltre duemila nuotatori arrivati da tutto il mondo per misurarsi con una delle discipline più dure e spettacolari del nuoto.

Tra loro Alessandro Corsini, atleta della Canottieri Baldesio, protagonista assoluto della rassegna iridata. Il nuotatore cremonese ha conquistato l’oro nei 25, 50 e 100 metri stile libero, firmando proprio sulla distanza più lunga il nuovo record mondiale.

“È stata un’emozione incredibile. Ancora adesso, quando ci penso, mi emoziono perché è qualcosa che ho voluto davvero tanto. Ho iniziato con il 50 stile libero e lì sono riuscito a battere un francese che era uno dei favoriti, tanto che ha fatto quasi fatica a complimentarsi con me. Il giorno dopo ho vinto anche il 25 stile libero e proprio in quel momento mi hanno detto che ero stato vicinissimo al record del mondo sia nei 50 che nei 25. Allora ho guardato il tempo dei 100 metri e durante la notte non ho praticamente dormito: continuavo a pensare a quella gara e a immaginare di poter fare quel tempo”.

La mattina successiva Corsini è entrato in acqua l’obiettivo già in mente: “Sono partito con la convinzione che fosse possibile. Sapevo che la temperatura dell’acqua era meno 0,5 gradi ma in quel momento non ho percepito nulla, ero completamente concentrato sulla gara e sul fare il mio meglio. Quando ho toccato il traguardo e sul tabellone è apparso il record del mondo è stata una sensazione incredibile”.

Al termine della prova lo speaker internazionale ha celebrato l’impresa rivolgendosi all’atleta cremonese in italiano con un entusiastico “bravo bravissimo”, una frase che ha colpito ed emozionato tutti gli italiani presenti. Ma per Corsini è stato anche il punto di arrivo di un percorso lungo molti anni: “È il coronamento di tante cose che inseguivo da tempo. La medaglia d’oro l’avevo cercata ai Mondiali di salvamento e anche nel 2012, quando la Baldesio mi volle come atleta master per i Mondiali che si disputarono a Riccione, e lì sfumò davvero per pochissimo. Riuscire a conquistarla adesso, portando i colori della Baldesio e il nome della società in giro per il mondo, è qualcosa che mi rende davvero orgoglioso”.

Nuotare in acqua gelida è però una disciplina che richiede preparazione e grande attenzione: “È una cosa che sconsiglio assolutamente di fare senza la giusta preparazione. Serve una preparazione tecnica importante ma soprattutto mentale, e servono controlli medici specifici perché il freddo estremo può mettere in difficoltà il cuore, la respirazione e l’ossigenazione“.

Anche il gesto tecnico cambia completamente quando si entra in acqua a temperature così basse: “All’inizio è quasi impossibile gestire bene la nuotata perché il freddo entra subito nelle mani e nei piedi e inibisce i movimenti. Più resti in acqua meno percepisci il freddo, ma rallentano le attività motorie. La parte davvero difficile arriva dopo la gara. Dopo la gara dei 100, sono uscito dall’acqua e ho dovuto fare venti minuti in sauna e poi stare sotto l’acqua calda per un altro quarto d’ora. Nonostante questo tremavo ancora”.

Lo sguardo è già rivolto alle prossime sfide internazionali: “L’anno prossimo ci saranno gli Europei in Romania e tra due anni i Mondiali in Argentina, in Patagonia. E poi quest’anno, se riusciremo a sostenere economicamente la trasferta, mi piacerebbe partecipare anche al Mondiale di salvamento in Sudafrica“.

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