Juvi, Bechi: "Abbiamo avuto il tiro
per vincere, ma è il basket"
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La Juvi esce dal PalaRadi con una sconfitta che pesa più del risultato, maturata nell’ultimo possesso contro una Torino solida e lucida nei momenti chiave. Una partita rimasta aperta fino alla fine, decisa da episodi, stanchezza e da un quarto periodo in cui è mancata la necessaria lucidità. L’allenatore dei gigliati Luca Bechi al termine della partita ha analizzato la prestazione con Cristina Coppola e Alberto Guarneri a Basket&co, il talk sulla pallacanestro in onda tutti i lunedì su CR1 e disponibile on demand su cr1.it (guarda la puntata)
“Alla fine, come spesso succede, queste partite si decidono negli ultimi possessi, in questo caso con l’ultimo tiro. Siamo stati bravi a non mollare perché comunque da -6 siamo tornati e abbiamo avuto il tiro per vincere. Allen ha preso un tiro che è suo, nelle sue corde. Purtroppo ha sbagliato, questo è il basket. Andando a ritroso abbiamo pagato un po’ di stanchezza e di poca lucidità nel quarto quarto. Abbiamo sbagliato tanti tiri aperti. Poi c’è stato un episodio abbastanza strano: Barbante è stato letteralmente buttato fuori dal campo da Allen, uno scontro di gioco. La palla è andata a Torino e oltretutto è stato sanzionato del quinto fallo tecnico. È stato un episodio dannoso per noi, anche perché eravamo nel momento del massimo sforzo e ci ha tolto un po’ di tranquillità”.
La Juvi aveva costruito la partita soprattutto sul lato difensivo, tenendo Torino a 49 punti nei primi 30 minuti, prima dell’esplosione di Teague in avvio di ultimo quarto: “È venuta fuori la qualità di una squadra che non a caso è alla quinta vittoria consecutiva. Teague ha fatto canestri veramente difficili. Il quinto fallo di Allinei non ci ha aiutato perché è il nostro miglior difensore. Nel quarto quarto abbiamo smarrito un po’ la nostra lucidità e siamo andati in difficoltà anche di energie. Avevamo speso tanto per competere contro una squadra come questa”.
Tra i temi della serata anche l’esordio di Kadeem Allen, arrivato da pochissime ore e subito chiamato a prendersi responsabilità: “Abbiamo chiesto innanzitutto una condizione fisica da adeguare al nostro ritmo. Ha giocato lunedì scorso ma è una pallacanestro diversa. Nel secondo tempo è calato, abbiamo cercato di gestirlo. È un giocatore disponibile, che non ha paura di prendersi l’ultimo tiro, e lo ha fatto. È il giocatore di cui avevamo bisogno perché una squadra giovane ogni tanto si perde nei meandri della partita e ha bisogno di un leader. Dovremmo cercare di alzare il suo minutaggio, ma dopo due allenamenti non possiamo pensare che raggiunga subito il livello di intensità offensiva e difensiva che vogliamo”.
Non manca una riflessione sulla gestione emotiva e sugli episodi arbitrali, senza cercare alibi: “Anch’io ho qualche punto interrogativo su alcuni fischi. Però sono tappe di crescita. Allen è andato a prendersi quattro tiri liberi cercando il contatto: sono cose che si imparano solo con il tempo. Perdere lucidità non serve a niente”.
Lo sguardo è già rivolto avanti, a un campionato che non concede tregua, domenica una trasferta difficile a Scafati: “Ogni partita è dura, dobbiamo essere pronti a competere sempre. Oggi lo abbiamo fatto contro una squadra di livello, non per niente ha nove vittorie. C’è rammarico, perché quando perdi così ti dispiace, ma dobbiamo continuare a insistere. Insistere e persistere ti fa arrivare all’obiettivo”.