Juvi, Bechi presenta Torino:
“Una delle squadre più in forma”
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Domenica 14 dicembre alle 18.00, al PalaRadi, arriva una squadra in grande fiducia e Luca Bechi lo sa bene. La Ferraroni Juvi Cremona arriva da una vittoria che ha rimesso ossigeno, la Reale Mutua Torino da quattro successi consecutivi che ne certificano solidità e ambizioni.
La conferenza stampa di presentazione della prossima sfida si è svolta nella sede di Banco BPM a Cremona, partner della società. Bechi è entrato subito nel merito della partita: “Affrontiamo una squadra che, se non è la più in forma del campionato, è sicuramente tra le più in forma. Torino arriva da quattro vittorie consecutive. A novembre ha avuto un momento di impasse, perdendo anche partite in maniera rocambolesca, ma le ultime due vittorie, a Pesaro e in casa con Rieti, hanno dimostrato tutta la qualità e la solidità di questa squadra”.
L’analisi parte dai riferimenti principali. “Torino si appoggia in maniera chiara sui due americani, Teague e Allen, che sono i punti di riferimento definiti della squadra. Allen, in questo momento, è il miglior giocatore del campionato per valutazione. È l’avversario numero uno da contenere. Viaggia a venti punti di media, più di dieci rimbalzi, con quasi quattro rimbalzi offensivi a partita. È una scoperta per questo campionato, con un background che arriva dal campionato austriaco: una scelta molto interessante del management torinese. Teague è uno scorer puro, nelle ultime due partite ha realizzato canestri importanti. Il terzo miglior marcatore è Federico Massone, che l’anno scorso era con noi. Siamo contenti di vederlo completamente recuperato dall’infortunio di due anni fa. Per lui, tranne questa partita, gli auguriamo il meglio. Così come per Lorenzo Tortù, nostro ex capitano, che ha fatto bene per due anni qui a Cremona”.
Bechi allarga poi lo sguardo al pacchetto italiani e ai lunghi: “Torino è una squadra completa. Severini e Schina sono giocatori importanti, già presenti nel progetto. Sotto canestro hanno due giocatori esperti come Cusin e Bruttini, uno di trentotto anni e uno addirittura di quaranta, ma capaci di dare sempre il loro contributo”.
Il focus, però, torna subito sulla Juvi: “Lo stimolo più grande deve venire da noi. Siamo due squadre con filosofie completamente diverse. Noi siamo una squadra giovane, che viene da un momento difficile e ne è uscita con una vittoria di gruppo, di carattere. L’obiettivo è dare continuità e provare a centrare un’altra vittoria casalinga”.
Nel corso della conferenza, Bechi ha commentato anche le novità di mercato, con l’inserimento di Kadeem Allen: “Abbiamo inserito un giocatore nuovo. Non è mai piacevole modificare l’assetto e prendere una direzione diversa rispetto a quella auspicata all’inizio dell’anno, ma il nostro compito è fare il bene della Juvi. Valutando la chimica di squadra e gli equilibri delle prime sedici partite, abbiamo ritenuto ci fosse bisogno di un giocatore diverso, più in grado di creare un tiro grazie alle sue capacità. Un giocatore che in gergo si definisce un ‘go-to guy’, un leader che nei momenti importanti si prenda la responsabilità. L’inserimento di un giocatore porta sempre nuova energia, new blood. È uno stimolo per tutti. Conosce l’Italia e il campionato: due anni fa era già a Forlì, ha giocato anche a Pistoia, poi è tornato a Forlì. Questo dimostra la bontà della persona oltre che del giocatore. Se una squadra ti riprende, un motivo c’è”.
Dal punto di vista tattico, Bechi individua i nodi della gara: “Torino ha equilibri molto chiari. I lunghi, per fisicità ed energia, indirizzano le partite. La prima cosa su cui ci siamo concentrati è contenere questa fisicità vicino al canestro. In attacco, a metà campo, sono bravi a trovare sempre un tiro ad alta percentuale. Dobbiamo abbassare le loro percentuali e mettere un granello di sabbia nei loro ingranaggi”.
La chiusura torna su un tema ricorrente, ormai imprescindibile: “In questo campionato le partite si decidono per un possesso. È successo tante volte. Noi dobbiamo avere la forza di mantenere la nostra performance per quaranta minuti o quantomeno comprimere il più possibile le oscillazioni all’interno della partita”.
Cristina Coppola