Cremonese

Stroppa: "Stiamo alla grande,
vorrei rigiocare la finale playoff"

Eleonora Busi e Giovanni Stroppa

Lunedì scorso nella puntata speciale de “Il Grigio e il Rosso” è andata in onda un’intervista esclusiva al tecnico della Cremonese Giovanni Stroppa. Intervistato da Eleonora Busi, l’allenatore ha toccato tantissimi temi durante la trasmissione di CR1.

Siete reduci da un’esaltante vittoria, ottenuta in rimonta sul campo del quotato Palermo.

“Sembrava che per l’ennesima volta eravamo destinati a non portare a casa un risultato all’altezza della prestazione offerta. Poi, grazie ai ragazzi, siamo riusciti a portare a casa una vittoria che è stata come una liberazione. Dico finalmente, perché troppe volte abbiamo lasciato per strada qualcosa. Grazie alla prestazione e alla qualità dei ragazzi siamo riusciti a disputare una partita straordinaria. Le immagini che mi avete fatto vedere (relative all’esultanza dopo il gol decisivo di Collocolo, ndr) sono da pelle d’oca. Quella di Palermo sembra qualcosa di più grande di una semplice vittoria, potrebbe segnare qualcosa nel prossimo futuro”.

La Cremo ora è al lavoro per preparare il prossimo impegno contro il Cittadella.

“Stiamo alla grande, proprio come ci avete visto nell’ultima partita a Palermo. L’entusiasmo dentro lo spogliatoio è lo stesso che ho visto a Diretta Grigiorossa dopo la rete del 3-2 di Collocolo al Barbera. In questo momento abbiamo dimostrato che stiamo bene psicologicamente, c’è un’ottima condizione fisica e si stanno mettendo in mostra i ragazzi, che è la cosa più importante di tutte. Toccando ferro, mi auguro che questo trend possa allungarsi da qui alla fine del campionato”.

Dopo Carrara, lei ha sbottato e si parla anche di un confronto avvenuto all’interno dello spogliatoio. Che cosa è successo dopo quella partita
“Lasciare andare le cose come stavano andando, facendo prestazioni eccezionali, senza raccogliere per nostra responsabilità, a causa dei nostri errori, non era giusto. E quindi bisognava guardarsi dentro e fare un salto di qualità riguardo le responsabilità per ciò che si fa. Il cento per cento non era abbastanza. Ci sono stati dei confronti come succede spesso, cercando di trovare cosa potrebbe andare meglio e dentro i ragazzi, ma più in generale dentro ognuno di noi è scattato quel qualcosa in più. Io questa carica la cerco dalla finale persa l’anno scorso a Venezia. La finale persa doveva essere un punto di partenza per ricostruire, puntando su questo gruppo con l’innesto di qualche ragazzo nuovo. Si poteva già da subito fare un certo tipo di campionato, ma non ci siamo riusciti. Però abbiamo ancora tutto in mano. Vorrei rifare la finale playoff, rigiocarla. Non so cosa succederà nelle prossime otto partite, ma di sicuro so che vorrei avere di nuovo questa opportunità”.

L’andamento della squadra è stato altalenante, l’ha detto anche lei, non siete ancora riusciti a fare le tre vittorie consecutive, cosa è mancato per non riuscire a centrare questo obiettivo e di fatto essere al passo con le squadre che adesso stanno nei primi tre posti della nostra classifica?
“È chiaro che noi siamo valutati per i risultati, voi parlate di prestazioni altalenanti, per me non lo sono o non lo sono state”.

La prestazione c’era ma non era accompagnata dal risultato?
“Assolutamente sì e questo è sicuramente quello che non ti fa realizzare realmente quello che succede, perché è puntualmente un errore, puntualmente una concessione e tu perdi una partita che guardando le statistiche avresti dovuto vincere con 3-4 gol di scarto. Non bastano prestazioni eccellenti, bisogna fare risultati e avere continuità per poter mantenere il passo di quelli davanti e anche di chi sta dietro che non molla. È un campionato bellissimo, sempre più competitivo e difficile, devo dire che le tre squadre davanti fino a oggi hanno mostrato dimostrato di meritare la classifica che hanno, però vediamo che succede… L’importante è guardare in casa nostra e mantenere quello che abbiamo appena fatto, quindi queste prestazioni sommate ai risultati”.

Proprio queste ultime due vittorie hanno ridato anche vigore al pubblico, insomma si sono riaccese le speranze, secondo lei è possibile il terzo posto o è molto difficile?
“Io rimango coi piedi ben impiantati per terra, ho appena detto che dobbiamo guardare in casa nostra, vediamo che succede fuori, con poco le altre squadre vincono le partite, mantengono continuità di risultati impressionanti, a me piacerebbe mantenere questo modo di stare in campo e soprattutto portare a casa al 90′ i tre punti, diventa fondamentale per poi fare i conti alla fine”.

La Cremonese è una cooperativa del gol: con la rete di Ravanelli, sono stati 18 i giocatori grigiorossi ad andare a segno, un dato positivo da esaltare, ma secondo lei rispetto alla passata stagione manca il bomber da doppia cifra? Ne sente la mancanza?
“Sembrerebbe di no, avevamo Massimo (Coda) l’anno scorso che chiaramente è un calciatore straordinario e sta mostrando quello che è anche alla Sampdoria, gli auguro di fare ancora un paio di gol per superare il record. Devo dire che quest’anno, secondo me, non siamo partiti nel modo giusto per le realizzazioni, bene o male come l’anno scorso: tantissime conclusioni, tantissima capacità di arrivare sotto rete, ma poca praticità, quindi pochi gol in confronto a quello che creiamo. Detto questo sicuramente il fatto di avere portato al gol tanti giocatori è probabilmente la fotografia di come attacchiamo la porta e quindi sono molto soddisfatto in questo, chiaro che bisogna sempre migliorare”.

Lei viene definito dalla stampa in generale un’integralista, uno che crede fortemente nella sua idea di calcio e fa di tutto per poterla applicare. È stato difficile quest’anno trovare la quadra e riuscire a far capire i suoi concetti, la sua idea di calcio ai giocatori?
“Il mio problema è fuori dal campo. Sono integralista e oltretutto con una stagione appena fatta, e mi riferisco alla scorsa, c’era la possibilità di costruire su una cosa per me eccellente, una buona base per ripartire. Qualcuno degli innesti non si è inserito da subito, forse abbiamo pagato un po’ questo. Devo dire che io cerco di lavorare per migliorare i miei calciatori, a fine stagione qualcosa di ciò che hai seminato ti rimane. Essere integralisti dipende sempre da quale punto di vista si guarda il ruolo dell’allenatore”.

Ha citato il fuori, lei è un allenatore attento a quello che possono essere i giudizi dell’esterno, le critiche?
“Sì, mi arrabbio anch’io, mi danno fastidio i preconcetti, non mi piacciono, non mi piace che qualcuno non riesca a capire cosa propongo. Purtroppo abbiamo un ruolo che è sotto i riflettori e anche quando vinci, se non fai un cambio, perché lo fai in ritardo, perché fai giocare uno piuttosto che un altro, o perché la squadra non vince, la critica è sempre dietro l’angolo. Non leggo i social, cerco di leggere il più possibile i giornali perché voglio capire da chi posso essere criticato, quindi giornalisti, media, vi ascolto, vi vedo tutti e vi leggo tutti, ma poi devo fare buon viso, vado avanti per la mia strada, soprattutto quando ci sono i risultati”.

Lei spesso ha esaltato la tifoseria. Quanto è importante avere un pubblico che vi segue così tanto?
“È determinante, soprattutto adesso, con la squadra che in questo momento sta dando un messaggio bellissimo e quindi mi auguro lo stadio anche contro il Cittadella sia stracolmo. La quotidianità di Cremona è un buon vivere e la domenica è qualcosa di diverso perché comunque c’è l’apporto giusto e c’è un’atmosfera bellissima e lo stadio si presta anche a sentire il calore della gente”.

Mister, credo che lei abbia fatto un lavoro a livello mentale molto importante. Quando è ritornato, in qualche modo ha reso questa Cremonese veramente sua. I giocatori la seguono, esultano con lei.
“Io me la sento addosso la squadra, non soltanto da quando sono tornato. Percepisci negli occhi dei ragazzi quale era la sensazione precedente rispetto a quella poi del presente. Torno al discorso che abbiamo appena fatto, prestazioni straordinarie, non supportate dai risultati, chissà dove saremmo se avessimo fatto i punti, però mi rimane l’orgoglio di avere una squadra che va a 3.000 all’ora, che è una squadra che comunque ti rappresenta, vedi che comunque le cose che chiedi vengono messe in pratica. Ripeto, è una soddisfazione, si lavora per questo, perché poi si lavora tutta la settimana per preparare una partita sì, ma si lavora per migliorare alcuni ragazzi, soprattutto in aspetti tecnici, fisici, mentali e il risultato è quello che chiaramente voi vedete la domenica ed è quello il sale per chi fa questo mestiere”.

È cambiata anche a livello tattico questa Cremonese, dalla partita di fine novembre col Frosinone, si è percepito che si vedeva qualcosa di diverso, era solo un lavoro mentale o anche tattico?
“Sono un integralista, quindi no, non è cambiato niente, dal primo giorno che sono arrivato a Cremona a settembre, non è cambiato niente. Il primo discorso di insediamento allo spogliatoio, chiesi alla squadra cosa voleva fare, se voleva incominciare subito su quelle che possono essere le mie idee o incominciare piano piano. La risposta è stata subito, ti seguiamo, e poi vediamo che succede, se raccogliamo subito oppure no, e devo dire che dalla prima partita con l’Ascoli in casa mi avevano dato una sensazione già buona”.

Vazquez è una pedina molto importante del suo gioco, adesso sappiamo che è fuori per infortunio, sta anche scontando una squalifica, c’è un ricorso avviato da parte della società, la squadra però sembra che abbia preso la sua assenza come uno stimolo per dare di più. Ha la stessa sensazione?
“Io alla squadra non ho parlato dell’assenza di Franco, se magari qualcuno segue la trasmissione lo saprà soltanto adesso che ho questo pensiero, ma devo dire che la squadra si è sempre espressa, permettetemi la considerazione, a memoria. Il campionato che ha fatto Franco è lì da vedere, è stato probabilmente il migliore per numeri, per prestazioni, la capacità di dare dei tempi al centrocampo e a tutta la squadra, ha dato una certa sicurezza tecnica alla squadra, non mi sono mai permesso di dire questa cosa e devo dire che chi lo sta sostituendo sta facendo benissimo, mi piacerebbe averlo a disposizione, anche con la mascherina, purtroppo dobbiamo farne a meno e mi auguro di averlo il più presto possibile, soprattutto anche per tenerlo in condizione e per tenerlo in forma nel momento in cui rientrerà”.

Si avvicina il match con il Cittadella per la Cremonese, storicamente una sfida difficile, ci diceva prima che vi state preparando, arriviamo da due vittorie molto importanti, ne abbiamo parlato prima, soprattutto la rimonta con il Palermo, come si affronta adesso questo match, com’è la testa?
“La testa è concentrata, i ragazzi lavorano nel modo giusto, non credo ci siano contraccolpi in questo senso, non sottovaluteremo l’avversario come sempre, perché sappiamo i sacrifici che stiamo facendo per fare un certo tipo di prestazione, dobbiamo portare in campo la stessa, se non di più, attenzione nel fare le cose”.

Mancano otto partite alla fine del campionato e ogni allenatore e giocatore, ripete sempre che si deve guardare partita dopo partita. La Cremonese è quella che dal punto di vista degli scontri diretti, almeno sulla carta, ha il calendario più difficile adesso?
“Sì, ma l’avevamo anche due partite fa. Ci sono 24 punti a disposizione, cercheremo di vincerle tutte, l’ho sempre detto, non mi sono mai nascosto, non è presunzione, è purtroppo l’unica strada che abbiamo perché siamo dietro, quelle che stanno dietro a noi spingono e noi dobbiamo avere la volontà o il pensiero di andare a prendere chi ci sta davanti”.

Mister, fino ad oggi, qual è stato il suo momento più bello qui a Cremona?
“Beh, quello di Palermo di qualche giorno fa è sicuramente un momento straordinario. Uno dei più belli. Devo dire che lavorativamente parlando, la finale playoff dell’anno scorso, 4-1 vinto in casa con il Catanzaro, che ci ha permesso di fare la finale, mi ha fatto realizzare il percorso che avevamo fatto: è stato fatto un lavoro strepitoso da parte dello staff, da parte di tutte le componenti, bellissimo. Arrivare in finale sapendo da dove siamo partiti è una grandissima soddisfazione”.

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