Da Antov al Mudo, lo spartito
della Cremo di Stroppa
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Nella Cremonese che ha cambiato spartito con la gestione Stroppa, ci sono già coristi che nelle prime tre uscite del tecnico lodigiano si sono esibiti con continuità. Davanti a Sarr, Antov è l’elemento nuovo della difesa grigiorossa. Arrivato con gli ultimi spifferi della finestra di mercato estiva, il bulgaro in prestito dal Monza ha esordito alla prima di Stroppa contro l’Ascoli e non è più uscito dai titolari.
Braccetto di destra nella difesa a tre, è stato tra i più costanti del reparto. A differenza di Lochosvhili, sempre in campo ma con alti e bassi che ne stanno condizionando il rendimento. Mal posizionato sui gol dell’Ascoli e sul raddoppio del Parma, subito ammonito a Cosenza per una leggerezza in avvio: il georgiano ha necessità di rodarsi da braccetto di sinistra, ruolo che Stroppa vuole interpretato anche con presenza in fase di costruzione. A far difetto alla retroguardia della Cremo è il perno centrale, chi governa il reparto: Bianchetti sta incontrando problemi (anche fisici), Ravanelli idem. Tra i due, in prospettiva sembra essere il secondo il più reattivo sulle prime punte nemiche ma l’ennesimo stop muscolare ne conferma l’impiego ad intermittenza.
Assente con l’Ascoli, presentissimo con Cosenza e Parma, il migliore per distacco nelle ultime due uscite è Sernicola: il 3-5-2 che aveva assaggiato con Alvini un anno fa gli permette di avere tutta la fascia da asfaltare, con le sue doti di passista e la sua tecnica degna di un esterno d’attacco. Ha già sfornato un assist (per Coda a Cosenza), gliene hanno tolto uno (gol annullato a Vazquez col Parma), gli manca il gol che ha nelle corde potendo calciare con entrambi i piedi.
A sinistra la situazione è meno definita: Quagliata ha l’espulsione con l’Ascoli da farsi perdonare, Zanimacchia è un destro naturale che in quel ruolo deve crescere sia in fase difensiva (vedi marcatura saltata su Bernabé in avvio di Cremo-Parma), sia nel prendere il fondo e crossare, anche col mancino.
In mezzo al campo è Castagnetti il vero play: da mesi andava in loop il ritornello della mancanza di un regista puro, ma in realtà la Cremonese lo ha sempre avuto in casa e Stroppa ha affidato all’emiliano le chiavi della squadra. Mezz’ala di destra è un Collocolo sempre più padrone dei propri mezzi, sia fisici che tecnici: le incursioni costanti, il gol di Cosenza, tutte note liete per Stroppa che da lui attende il salto di qualità in fase di possesso.
Sul centrosinistra sta macinando chilometri Abrego, con Buonaiuto ai box. Giocatori profondamente diversi, che possono dare alla Cremo letture e giocate differenti. Meno tecnico l’argentino, più eclettico il fantasista napoletano. Da valutare con fette di gara più abbondanti Majer e Pickel. Da rivalutare Bertolacci, ultimamente sparito dai radar.
In attacco la coppia titolare per Stroppa è, finora, Vazquez – Coda. Esperienza, qualità, più uomo assist il primo e bomber conclamato il secondo, i due sinora hanno mostrato solo in parte la loro compatibilità. Le alternative non mancano ma rappresentano, ad ora, uno dei crucci della nuova gestione: da subentrante, Okereke non ha ancora inciso, risultando talvolta in difficoltà nel trovare posizione e intesa coi compagni. In cerca di minutaggio Ciofani e Tsadjout: il secondo era addirittura partito titolare ad inizio stagione, salvo poi finire ai margini con l’arrivo e l’esplosione di Coda.
Ancora da testare i vari Sekulov, Brambilla e Rocchetti. Oltre a Jungdal, che potrebbe diventare portiere di Coppa Italia e in prospettiva giocarsi qualche chance in campionato. Con una rosa così ampia, sono ancora molte le opzioni da sondare. Viste le conferme nell’undici, Stroppa sembra essere orientato ad azzerare le turnazioni forzate e affidarsi a chi per qualità e mentalità è già attrezzato per la risalita.
Simone Arrighi