Sinfonia sbagliata, Cremonese
alla ricerca dell'amalgama
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Cala il sipario sul palco dello Zini, e purtroppo per i grigiorossi non fioccano applausi.
L’orchestra barese, poco spettacolare nei suoi assoli, ma molto ben coordinata nella sua sinfonia di insieme, trionfa e si prende forse non il premio della critica ma di sicuro i tre preziosi punti.
La Cremonese dal canto suo ha stonato la performance, suonando lenta e con pochi toni imprevedibili, specie nella seconda parte della scaletta programmata per la serata.
E’ stata una struttura musicale ordinata e lineare si. Pure troppo però.
In un campionato duro come la serie B capiterà spesso di trovare avversari chiusi e che badano al sodo. Diventerà quindi una necessità il dover trovare soluzioni nuove e di maggior fantasia per scovare il modo di venire a capo di partite contro difese difficili da scalfire.
Contro il Bari, il ruolo di direttore di orchestra Ballardini lo ha affidato a quel genio creativo di Franco Vazquez, che però stavolta è riuscito solo a tratti a dirigere con precisione e continuità.
Difensivamente la Cremonese ha per la maggior parte del tempo retto, ma è bastata una linea di spartito leggermente disunitasi per consentire a Sibilli di trovare l’acuto vincente.
Di “reef” potenzialmente preziosi sarebbe capace anche Buonaiuto, solista di gran fantasia, che in effetti anche contro il Bari ha cercato legittimamente di stupire, ma che purtroppo, al momento del dunque si è trovato con la chitarra scordata dinnanzi al portiere rivale Brenno.
La musica potrebbe essere quindi interessante, perché il gruppo squadra è pieno di qualità e Ballardini ha a disposizione un complesso nel quale non manca nessuno strumento.
Ora è arrivato pure Coda, al quale affidare il microfono per performance da vero tenore alle quali ha ben abituato la platea della serie b.
Ma questo è il futuro.
Stavolta va però in archivio un concerto che ha deluso i tanti spettatori, convinti di prepararsi a godersi una gran musica, rivelatasi invece stavolta poco “ritmica”.
In questa partita il Bari ha suonato semplice, usando il “Dammi tre parole: difesa, contropiede, solidità”, trovato (meritandosi i complimenti per la concretezza) parafrasando (e “leggermente” modificando) un tormentone dell’estate di qualche anno fa, cantato da tale Valeria Rossi, mentre per la Cremonese, citando un meraviglioso testo di Gatto Panceri, portato al successo dalla meravigliosa voce di Giorgia: “C’è da fare…”.
Al prossimo concerto … pardon … partita, convinti che la musica possa suonare migliore, perché autori, musicisti e cantanti sembrano davvero talentuosi.
Va trovata quanto prima la famosa “amalgama”, non acquistabile sul mercato, alla quale lavorare nello studio di registrazione settimanale, e che porti a riconquistare convinti applausi.
Roberto Moscarella