Cremonese
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"La Cremo ha fatto un mercato
coraggioso, come le idee di Alvini"

Parole del direttore sportivo grigiorosso, Simone Giacchetta, che sottolinea le operazioni di acquisizione dei vari Zanimacchia, Sernicola e Afena-Gyan, oltre ad un mercato votato alle opportunità offerte dai campionati esteri.

Simone Giacchetta in conferenza stampa al centro Arvedi

Una Cremonese internazionale, figlia di un mercato difficile ma fatto di idee e intuizioni: una settimana dopo la chiusura dei trasferimenti, il direttore sportivo Simone Giacchetta fa il punto in casa grigiorossa.

Partendo da un dato di fatto, una Cremo sempre più internazionale: “E’ stato un mercato di intensità e coraggio – attacca il diesse -. A questi livelli bisogna far ricorso al mercato internazionale anche perché per le neopromosse ci sono sempre molte difficoltà ad affacciarsi su quello nazionale e convincere gli italiani. Abbiamo trovato all’estero giocatori che hanno condiviso il nostro progetto”.

Come è stata la collaborazione con Ariedo Braida, quanto la sua esperienza nel mercato di serie A ha favorito il lavoro della Cremonese? “Braida è un riferimento, una persona di grande cultura. Con lui è facile confrontarsi e condividere idee. Ha conoscenze ed esperienza quindi per noi è molto importante”.

Fisionomia del centrocampo: la scelta di puntare su fisicità e giocatori di corsa è stata dettata da Alvini? “Abbiamo condiviso la linea di una squadra fisica e di corsa. La nostra idea di calcio è fatta di aggressività, con tanti uno contro uno. La qualità del nostro gioco sarà l’applicazione delle idee di Alvini”.

Cosa si è segnato sul taccuino vedendo queste prime giornate di campionato? “E’ un campionato strano, le prime quattro giornate si sono giocate a mercato aperto. E lo abbiamo dovuto fare modificando molto la squadra rispetto alla scorsa stagione. Il salto di categoria è notevole. Una rosa nuova, un organico nuovo, tanti stranieri che arrivano da campionati diversi. Nonostante tutto l’idea di calcio è stata ben assorbita e tradotta sul campo. La Cremonese ovunque è andata se l’è giocata bene con tutti uscendo con tanti complimenti e pochi punti. Siamo neopromossi, non siamo navigati. La nostra base sta nascendo adesso per cui sono molto fiducioso. L’inizio è incoraggiante. Dobbiamo evitare certi errori, come sbagliare a calciare un calcio d’angolo e ritrovarsi sotto nel punteggio”.

Carnesecchi, Meite, Hendry: come stanno gli ultimi innesti? “Meite si è allenato poco nell’ultimo periodo quindi avrà bisogno di tempo. Hendry è più avanti. Carnesecchi è rientrato perché c’è un feeling particolare con tutti i protagonisti della promozione. Ha un percorso di recupero da affrontare senza fretta”.

Calendario impegnativo in questo avvio di stagione? “Se vogliamo fare qualcosa di straordinario, dobbiamo superare i nostri limiti ogni giorno. Guardare il calendario deve essere da stimolo. Abbiamo Atalanta e Lazio e dobbiamo vederle come opportunità per superare noi stessi”.

Felix Afena-Gyan, giocatore giovane e patrimonio futuribile per la Cremonese? “Già adesso è un patrimonio. La Cremonese ha fatto tante acquisizioni a titolo definitivo. Un patrimonio è la categoria, un altro è quello tecnico. Abbiamo diversi giocatori che possono diventare una risorsa. Afena-Gyan è un 2003, ha già fatto gol in serie A, insieme a Miretti e Scalvini è tra i tre già pronti per giocare in categoria. Non ne vedo altri”.

Tante le operazioni in entrata, alcuni nomi invece sono sfumati sul più bello: rimpianti? “Durante il mercato capita che si vada a dormire convinti di avere un giocatore in pugno e poi… al risveglio cambia tutto. In questa annata il mercato di riparazione verrà fatto tra novembre e dicembre, sarà una sorta di prosecuzione di quello estivo”.

Okoli, Fagioli, Gaetano tra i primi ad essere cercati ma poi rimasti nei rispettivi club: “I giovani che hanno contribuito alla promozione erano in cima ai nostri pensieri ma sono stati trattenuti rispettivamente da Atalanta, Juventus e Napoli. Va detto però che abbiamo acquisito a titolo definitivo ragazzi come Zanimacchia e Sernicola. Più che parlare di singoli, dobbiamo parlare di un’idea di calcio. Il mister, che lavora 24 ore su 24 per la Cremo, ha dimostrato di saper mettere in campo una formazione che non ha mai demeritato, anzi. Quando si è perso, lo si è fatto con errori nostri. La sconfitta più pesante è stata quella di San Siro con l’Inter ma stiamo parlando di un 3-1 propiziato da diversi nostri errori. Ad oggi meritavamo sicuramente più punti in classifica”.

Dopo cinque giornate è già saltata la prima panchina (Mihajlovic a Bologna), c’è una neopromossa a zero (il Monza di Berlusconi) e una squadra con blasone in grande difficoltà (la Sampdoria di mister Giampaolo): se lo aspettava? “Credo che questo sia un campionato molto più difficile di quello dell’anno scorso. Il Monza non è da catalogare tra le squadre in lotta per la salvezza, lo dice il mercato che ha fatto. Eppure è ancora a zero punti. La Salernitana ha investito molto e costruito una squadra che sarà ai vertici della corsa salvezza. Sarà una stagione difficile ma noi abbiamo entusiasmo e idee. Dovremo essere bravi a cogliere le opportunità e sbagliare il meno possibile. Atalanta e Lazio, prossime avversarie, devono essere uno stimolo per continuare a migliorarci. La Cremonese se la giocherà sempre e ovunque”.

Simone Arrighi

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