Cremonese

La Cremonese non è riuscita a costruire in modo efficace e ha concesso molto al Vicenza

La Cremonese, cadendo a Vicenza 3-1, manca l’appuntamento per fare il salto di qualità e tirare il fiato in classifica, mentre ora la zona playout rimane vicinissima.

Le scelte di Fabio Pecchia sembravano suggerire la volontà di dominare il possesso e di installarsi nella metà campo avversaria dove le qualità di Baez, Buonaiuto e Gaetano avrebbero potuto generare superiorità qualitativa contro il diretto avversario.

Il problema per la Cremonese però è stato sin da subito quello di rendere efficaci le grandi percentuali di possesso palla avute (62,79%), come si evince anche dall’insistenza nella circolazione tra i 4 difensori e i due centrocampisti.

Grafica Wyscout S.p.A.

Le difficoltà per i girigiorossi sono sorte già in fase di prima impostazione. Costruendo con una sorta di 2-4-4 la Cremonese non è mai riuscita ad avere la superiorità numerica. Il Vicenza ha così avuto gioco facile a marcare sostanzialmente a uomo i giocatori avversari, andando a pareggiare con le due punte la linea di costruzione grigiorossa (Bianchetti-Ravanelli).

Saltuariamente Castagnetti si è defilato in posizione di terzino sinistro per fare avanzare la sfera, ma i giocatori di Pecchia hanno occupato in modo troppo statico il campo non offrendo quasi mai soluzioni di passaggio che potessero superare in modo vantaggioso la linea di pressione avversaria, se non sporadicamente.

In particolar modo, con i centrocampisti controllati a vista, i trequartisti hanno finito per schiacciarsi in avanti sulla linea di difesa biancorossa, con l’intento di liberare spazi che però non sono stati occupati da nessuno, con il solo risultato di allungare la squadra e rendere ancora più complesso risalire il campo.

Anche perché, contrariamente a quanto visto in altre occasioni, il tecnico di Formia non ha fatto ricorso costante alla ‘salida lavolpiana’ (uno dei due mediani si aggiunge tra i centrali) per generare una situazione di superiorità numerica (3 contro 2). Una situazione di stallo che neanche il passaggio al 4-5-1 da parte del Vicenza è stata risolta con continuità.

Forse per assecondare questa tendenza a schiacciarsi sulla linea difensiva del Vicenza, Pecchia ha scelto di aumentare la fisicità già al rientro in campo dopo l’intervallo e di affidarsi in maniera ricorrente ai lanci lunghi (in totale saranno 73, secondo dato stagionale più alto).

La Cremonese ha finito però per perdere il controllo della gara e non è più riuscita a rendersi pericolosa in avanti: i girigiorossi hanno generato solo 1,18 expected Goal (xG)*, il dato più basso dell’era Pecchia, concedendo al contempo il maggior numero di tiri e di conclusioni nello specchio da quando c’è il tecnico di Formia.

Mauro Taino

* Expected Goal (xG): una misura della probabilità che ha un determinato tiro di essere trasformato in gol.

Dati Wyscout S.p.A. (wyscout.com)

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