Cremonese
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Cremonese, Ciofani: 'Basta
offese personali, anche noi
calciatori siamo esseri umani'

Al calciatore e alla sua famiglia è stato augurato il cancro e ha avuto un alterco con un tifoso mentre passeggiava col figlio

(foto Sessa)

Dopo aver segnato il gol decisivo nella partita di ieri, martedì 22 dicembre, contro il Pordenone (vinta 2-1 dalla Cremonese), Daniel Ciofani ha voluto denunciare le offese rivolte a lui e alla sua famiglia sui social. Dopo averne parlato nell’immediato post partita, nella giornata di oggi, intervistato da Eleonora Busi per la tv Cremona1, Ciofani ha sottolineato: “Non ce l’ho assolutamente con i tifosi della Cremonese che anzi, dopo la partita di ieri sera, mi hanno mandato tantissimi messaggi per cui li ringrazio. Tra questi, alcuni erano negativi, ma ci possono stare. Fanno male quando attaccano la famiglia e, privatamente con messaggi mirati, augurano a me e alla mia famiglia il cancro: lì non ci sto”. Anche perché il 9 grigiorosso è stato protagonista nei giorni scorsi di uno spiacevole episodio per le vie di Cremona: “Ho avuto un alterco con un tifoso che mi ha insultato mentre ero a passeggiare con mio figlio che si è spaventato. Io non sono stato Gandhi perché siamo essere umani e siamo arrivati quasi al limite dello scontro fisico”.

Situazioni che per Ciofani rimangono inammissibili: “Molti dicono che si tratta di togliersi dei sassolini o di sfogarsi, ma io dico che è un modo per rendere partecipi gli altri di quelle che sono le sensazioni che abbiamo perché anche noi siamo essere umani”. “Sono un professionista – ha aggiunto – ma non vuol dire niente, come non c’entra nulla usare tanti parametri come ad esempio i soldi: c’entrano il buon senso e l’educazione. Tengo a rimarcare questa cosa perché è una violenza verbale. Senza essere moralista, sono cose che vanno dette. Si parla tanto di rispetto e di no al razzismo: quando accadono certi episodi vanno denunciati”.

Tornando alla gara col Pordenone, Ciofani ha sottolineato come il suo sia stato un gol fatto “di tanta rabbia e forza di volontà: avevo e avevamo bisogno del gol”. Una rete festeggiata sui social con una storia Instagram in cui la stessa punta lo ha definito un “gol da paracarro”: “Ero a terra e per me ‘paracarro’ non è un’offesa, mi piace, anche se mi hanno scritto di ritirarmi perché, appunto, ero un paracarro. Ma non sono queste le cose che voglio denunciare: quelle ci sono, anche se non dovrebbero far parte del gioco, però non bisogna esagerare, soprattutto quando ci sono di mezzo la famiglia e i bambini”.

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